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VNS – IRAQ Elezioni del 10 ottobre. Vescovi e sacerdoti caldei: scegliere candidati che abbiano a cuore il bene del Paese. Basta corruzione e violenza

VNS – IRAQ Elezioni del 10 ottobre. Vescovi e sacerdoti caldei: scegliere candidati che abbiano a cuore il bene del Paese. Basta corruzione e violenza

(VNS),24lug21 - Rinunciare agli interessi egoistici di parte, alla corruzione e alla violenza per gettare le basi della ricostruzione di un Iraq “forte e stabile” in cui sia riconosciuta piena cittadinanza a tutti nel rispetto della diversità delle sue componenti etniche e religiose.  È il rinnovato appello rivolto alle forze politiche dai vescovi e sacerdoti caldei, che hanno concluso oggi ad Ankawa, sobborgo di Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, le loro annuali giornate di esercizi spirituali. Al ritiro, iniziato il 19 luglio sotto la presidenza del Patriarca di Babilonia dei Caldei Raphael Sako, hanno preso parte 80 partecipanti, compresi 10 vescovi. Nella dichiarazione finale diffusa ieri sul sito del Patriarcato, la Chiesa Caldea ribadisce il suo profondo dolore per il sanguinoso attentato perpetrato 19 luglio dal sedicente Stato Islamico nel quartiere sciita di Baghdad, sottolineando che la corruzione, l'ingiustizia e la violenza sono contrari alla legge naturale, a quelle religiose e alle leggi internazionali. 

Con riferimento alle prossime elezioni legislative del 10 ottobre, i vescovi e i sacerdoti caldei invitano tutti gli iracheni a non disertare le urne e a scegliere candidati che mostrino di avere “competenza e capacità, rettitudine, patriottismo, sincerità, integrità e coraggio” e che abbiano come unica preoccupazione “il bene dei cittadini e del Paese e non la difesa degli interessi della propria fazione”. Un buon candidato, sottolineano con forza, “rifiuta in modo netto l’uso strumentale di una Chiesa e o di una religione a fini elettoralistici”.

La dichiarazione rivolge un pensiero particolare a tutti “i figli e le figlie” della Chiesa caldea, esortandoli a rimanere fermi nella fede e nella speranza nelle difficili e preoccupanti circostanze attuali. I vescovi e i sacerdoti si dicono “rincuorati” dalla pazienza, dalla costanza e dall’amore che tanti fedeli caldei mostrano per la loro terra, mossi “dalla fede, dalla preghiera, dal sacrificio dei loro padri e dalla testimonianza dei loro martiri”, convinti che “il male non avrebbe prevalso”, proprio come nella parabola della zizzania e del grano raccontata da Gesù nel Vangelo di Matteo.

Fra i temi al centro del ritiro di Ankawa vi sono stati la preghiera e la vita spirituale, la santità nelle difficoltà della società contemporanea, il ruolo del pastore in una comunità colpita e spaventata dalla pandemia di Covid-19. Nella quarta giornata il Patriarca Sako ha illustrato le recenti novità introdotte nella liturgia caldea per venire incontro ai cambiamenti della modernità, in risposta alle rinnovate esigenze dei fedeli.

Vatican News Service - LZ

24 luglio 2021, 17:17