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VNS – PORTOGALLO Vescovo di Fatima: lotta alla povertà sia obiettivo nazionale

VNS – PORTOGALLO Vescovo di Fatima: lotta alla povertà sia obiettivo nazionale

(VNS) – 19lug21 – Sono 400mila i nuovi poveri che la pandemia da Covid-19 ha provocato in Portogallo. Per questo, ieri, domenica 18 luglio, il vescovo di Leiria-Fatima, Cardinale Antonio Marto, ha auspicato che la lotta alla povertà sia sempre più “un obiettivo nazionale”. “Che nessuno guardi all’altro con indifferenza – ha detto il porporato nella sua omelia pronunciata presso il Santuario mariano locale – Che nessuno distolga lo sguardo dalla sofferenza di tante persone, perché tutti siamo chiamati a rispondere ai bisogni degli indigenti”. “Serve una compassione reale e concreta – ha ribadito il vescovo di Leiria-Fatima – e bisogna imitare Gesù nel suo amore per i sofferenti”. Al contempo, il porporato ha messo in guardia i fedeli “dal virus dell’indifferenza” che ci porta “a voltare le spalle agli altri”, invece di “sviluppare una cultura della misericordia”.

Citando, poi, il recente documento della Commissione nazionale Giustizia e pace (Cnjp), organismo afferente alla Conferenza episcopale, il Cardinale Marto ha sottolineato che, nel Paese, “il tasso di povertà è cresciuto del 25 per cento, mentre le disuguaglianze sono aumentate del 9 per cento”. Ciò significa che il Portogallo “è tra i 5 Paesi dell’Unione Europea con il più alto rischio di indigenza”.

Nel documento, si evidenzia anche “l’urgenza di ricostruire il tessuto economico e sociale” perché la crisi attuale “non colpisce tutti allo stesso modo, ma ha ricadute soprattutto sulle fasce più vulnerabili della popolazione”. D’altronde, “nonostante alcuni progressi – spiega la Commissione – il ritmo della riduzione della povertà in Portogallo, negli ultimi due decenni, non ha tenuto il passo con quanto visto in altre parti del mondo. Ed oggi il Portogallo è tra i cinque Paesi dell’Unione Europea con il più alto rischio di indigenza tra i lavoratori”. Di qui, l’appello di Giustizia e pace affinché i fondi dell’Unione Europea per il recupero e la resilienza vengano tradotti “in uno sviluppo autentico”. “

Come Stato, società civile e comunità cristiane – afferma la Cnjp – non possiamo pensare che la sempre distribuzione dei fondi europei sia sufficiente per combattere la povertà, senza la necessità di assicurarne la corretta applicazione e senza sforzi condivisi da tutti”. Bisogna, quindi, porre massima attenzione “alle cause dell’indigenza – conclude la Commissione – nonché sostenere una crescita economica che promuova le pari opportunità e quelle politiche di ridistribuzione del reddito che vanno al di là della mera legge di mercato”.

Vatican News Service – IP

19 luglio 2021, 10:40