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VNS – ECUADOR Vescovi: no all’uso del termine “cattolico” per gruppi religiosi che non lo sono

VNS – ECUADOR Vescovi: no all’uso del termine “cattolico” per gruppi religiosi che non lo sono

(VNS) – 16lug21 – “Vetero-cattolici”, "Chiesa cattolica apostolica nazionale”, "Chiesa cattolica apostolica rinnovata”: sono questi alcuni dei gruppi religiosi dell’Ecuador che si definiscono “cattolici”, ma che in realtà non appartengono affatto alla Chiesa cattolica. A loro, dunque, si rivolge la Conferenza episcopale del Paese (Cee) con un’apposita circolare nella quale, in sostanza, si chiede di non usare il termine “cattolico” per le associazioni o i movimenti che non lo sono. Ciò, infatti, crea “reale confusione” e “ambiguità” tra i fedeli. Pur rispettando “il diritto degli individui a professare la propria spiritualità, come stabilito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dalla Costituzione dell'Ecuador del 2008", tuttavia i vescovi sottolineano che “la Chiesa cattolica ha una propria identità millenaria, che si manifesta nella sua dottrina, nel suo credo, nella sua pratica e nei suoi segni, elementi che la differenziano da altre credenze o confessioni religiose".

Ed è qui che nasce “la confusione”, prosegue la circolare, perché alcuni gruppi, pur non essendo cattolici, usano “gli stessi termini come cattolici; gli stessi segni come la tonaca o il calice con le pissidi; gli stessi riti come il battesimo e il matrimonio; e luoghi simili come le cappelle”. Inoltre, in base al “Regolamento del culto in Ecuador”, promulgato a gennaio 2020, si ricorda che "le nuove organizzazioni religiose che si costituiscono nel Paese non possono utilizzare un nome usato da un'altra persona giuridica già registrata nel Registro dei culti". Allo stesso tempo, esse "non possono adottare o usare il nome ‘cattolico’, tranne nel caso in cui siano riconosciute come tali dalle autorità competenti della Chiesa cattolica, attraverso un interlocutore autorizzato come la Conferenza episcopale”.

Di qui, l’appello della Cee ai gruppi religiosi affinché “rispettino l’identità cattolica” ed evitino di appropriarsi dei suoi termini, segni, riti, devozioni e liturgie. “Chiediamo ai leader di questi gruppi religiosi – sottolineano i presuli dell’Ecuador - di indicare chiaramente e onestamente ai fedeli che non fanno parte della Chiesa cattolica e di dichiarare senza ambiguità la loro origine e il loro credo". Al contempo, pur rispettando "ciò che ogni gruppo religioso ha stabilito per i suoi membri", la Cee riconosce “come valide, lecite e legittime solo le celebrazioni effettuate da vescovi, sacerdoti e diaconi debitamente ordinati, abilitati e autorizzati che sono in piena comunione con la Chiesa cattolica".

Infine, i presuli assicurano che "la Chiesa cattolica in Ecuador si assume la responsabilità solo delle celebrazioni effettuate da vescovi, sacerdoti e diaconi autorizzati, che portano le loro credenziali validamente rilasciate dalla corrispondente entità della Chiesa cattolica".

Vatican News Service – IP

16 luglio 2021, 17:10