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VNS – AUSTRALIA Dalla Plenaria dei vescovi, tre priorità: formazione, missionarietà e collegialità

VNS – AUSTRALIA Dalla Plenaria dei vescovi, tre priorità: formazione, missionarietà e collegialità

(VNS) – 7giu21 – Incrementare la formazione; diventare più missionari e promuovere la collegialità: sono queste le tre priorità che la Conferenza episcopale australiana (Acbc) deve perseguire, secondo quanto emerso dalla sua Plenaria, svoltasi in modalità virtuale a causa del perdurare della pandemia da Covid-19. La riunione si è tenuta dal 6 al 13 maggio, ma il comunicato finale dei lavori è stato diffuso solo in questi giorni. Riguardo al primo punto, si sottolinea che “la formazione riguarda tutti i battezzati e dura tutta la vita. Essa modella la fede, dà forma al discepolato, approfondisce la spiritualità, migliora la comprensione, accresce la conoscenza, ha effetti di conversione, costruisce la comunità della Chiesa, promuove la corresponsabilità nella missione e prepara i cattolici al servizio”. Per questo, i vescovi ribadiscono che la formazione “deve essere specificamente adattata a particolari vocazioni e ministeri all'interno della comunità ecclesiale”. Pertanto, essa “può includere iniziative, corsi e programmi offerti da istituzioni e organizzazioni cattoliche, nonché secolari”.

Quanto alla necessità di diventare più missionari, l’Acbc prende spunto dall’Esortazione apostolica “Evangelii gaudium” di Papa Francesco per ricordare che “troppo facilmente la Chiesa può diventare ripiegata su se stessa e autoreferenziale, mentre un impulso missionario spinge i vescovi a presentare e promuovere gli insegnamenti di Cristo in modi che siano vivificanti e attraenti”. Tale impulso missionario, prosegue la nota, implica anche “offrire alla società una nuova visione di ciò che essa può diventare, una visione incentrata su Gesù e sul modo di vivere che Lui ci ha mostrato: agire con umiltà, cercare la giustizia, dire la verità, offrire la guarigione e guidare attraverso il servizio”.

Infine, per la promozione della collegialità, si sottolinea che “tutti i vescovi cattolici appartengono al Collegio episcopale”. Anche se gran parte del loro ministero viene esercitato nelle diocesi, quindi, “essi condividono responsabilità nazionali”. Di qui, il richiamo dell’Acbc a tutti i presuli affinché si impegnino “nella riflessione e nel discernimento condivisi su questioni significative, camminino insieme e si sostengano a vicenda”. “La Conferenza episcopale – conclude la nota - desidera promuovere la collegialità dei vescovi, non come fine a se stessa, ma come mezzo per un ministero e un servizio più fruttuoso nella vita e nella missione della Chiesa”.

Al termine dei lavori, come è consuetudine, i vescovi hanno inviato un messaggio a Papa Francesco, aperto da una riflessione sulla pandemia da Covid-19 in Canada e nel resto del mondo, e incentrato sui progressi dell’Acbc riguardo alla tutela dei minori. Due, in particolare, gli strumenti rilevanti menzionati in questo ambito: l’Australian Catholic Safeguarding Limited (Acsl), l’agenzia cattolica australiana per la tutela dell’infanzia contro gli abusi, costituita a livello nazionale a dicembre 2020, e il Protocollo nazione di risposta alle violenze che offre “un quadro globale affinché gli organismi cattolici rispondano in modo coerente alle persone che sollevano dubbi o preoccupazioni” in materia.  

I vescovi hanno anche riflettuto sui preparativi del quinto Concilio della Chiesa cattolica australiana in programma ad ottobre 2021 e a luglio 2022. L’evento rappresenta il più importante incontro nazionale dopo quello convocato nel 1937: la comunità cattolica australiana, infatti, è chiamata a confrontarsi e a riflettere sul futuro della missione evangelizzatrice della Chiesa nel Paese, soprattutto di fronte alle sfide dell’epoca contemporanea, tra cui quella della tutela dei minori.

Tra gli altri temi esaminati dalla Plenaria dell’Acbc, anche la necessità di una nuova catechesi sul Sacramento della Penitenza, sul nuovo ministero di catechista, istituito da Papa Francesco il 10 maggio con il Motu proprio “Antiquum ministerium”, nonché sulla vigilanza e sul sostegno finanziario, necessario o possibile, per i sacerdoti rimossi dal loro ministero. Spazio poi alla riflessione sulle scuole cattoliche, che nel 2021 celebrano i 200 anni di servizio in Australia, e al dialogo interreligioso: è stato notato, infatti, che durante la pandemia “molti leader religiosi hanno lavorato a stretto contatto, sostenendosi l’un l’altro nel richiedere normative eque per le restrizioni anti-contagio imposte ai luoghi di culto”.

Forte, inoltre, la preoccupazione dei vescovi australiani per le profanazioni dei siti cristiani e culturali durante il conflitto tra Armenia e Azerbaijan, avvenimenti davanti ai quali i presuli chiedono “la condanna da parte della comunità internazionale”. L’Acbc ha annunciato, quindi, per il mese di agosto, la pubblicazione di una dichiarazione sulla giustizia sociale, intitolata “Il grido della terra, il grido dei poveri”. Riguardo alle popolazioni indigene, invece, i vescovi hanno chiesto al governo nazionale di indire quanto prima un referendum per avere in Parlamento una voce indigena che fornisca al governo consigli su leggi, politiche e programmi pertinenti.

Infine, i presuli hanno accolto la richiesta dell'Australian Catholic Cursillo Movement di essere riconosciuto come “associazione privata di fedeli di Cristo”, facendo sì che si impegni a “rispettare gli standard nazionali di tutela dei minori”.

Vatican News Service –IP

07 giugno 2021, 10:34