Cerca

Vatican News

VNS – ITALIA Sempre più necessaria, per Acs, l’istituzione di un Inviato Speciale per la libertà religiosa

VNS – ITALIA Sempre più necessaria, per Acs, l’istituzione di un Inviato Speciale per la libertà religiosa

VNS – 4mag21 – Aiuto alla Chiesa che Soffre chiede al Governo italiano di istituire la carica di Inviato Speciale per la libertà religiosa perché il diritto di professare liberamente la fede possa essere sempre più riconosciuto e promosso come diritto inviolabile. Lo scopo è quello di dar vita a un ruolo identificabile e incisivo a livello nazionale e internazionale, supportato dall’art. 19 della Costituzione che riconosce il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma. In un comunicato stampa, il presidente di Acs Italia, Alfredo Mantovano, e il direttore di Acs Italia, Alessandro Monteduro, ricordano che, secondo il Rapporto 2021 sulla libertà religiosa nel mondo, sono 62 i paesi nei quali si registrano violazioni molto gravi e che il 67% circa della popolazione mondiale, pari a circa 5,2 miliardi di persone, vive in nazioni in cui il diritto alla libertà religiosa è seriamente minacciato. La causa principale, precisa Acs, è la progressiva radicalizzazione in Africa del jihadismo, specie nelle aree sub-sahariana e orientale. Violazioni della libertà religiosa si sono verificate, infatti, nel 42% delle nazioni africane, con Burkina Faso e Mozambico che rappresentano due casi eclatanti. Una radicalizzazione, aggiunge la fondazione di diritto pontificio, che si estende dal Mali al Mozambico, dalle Comore nell’Oceano Indiano alle Filippine nel Mar Cinese Meridionale, allo scopo di creare un sedicente califfato transcontinentale, attraverso il consolidamento di un network islamista transnazionale. La promozione della supremazia etnica e religiosa in alcune nazioni asiatiche a maggioranza indù e buddista, poi, ha portato ad una maggiore oppressione ai danni delle minoranze, e in India, Pakistan, Nepal, Sri Lanka e Myanmar, quanti ne fanno parte vengono considerati cittadini di seconda classe.

Anche la pandemia di Covid-19 ha avuto un profondo impatto sul diritto alla libertà religiosa. Affrontando l’emergenza sanitaria, si legge ancora nel comunicato di Acs, i governi hanno imposto misure straordinarie, applicando, in alcuni casi, limitazioni sproporzionate al culto religioso. In Pakistan e in India, ad esempio, gli aiuti umanitari sono stati negati alle minoranze religiose. Nei social network, poi, la pandemia è stata un pretesto per stigmatizzare alcuni gruppi religiosi, accusati di aver provocato la diffusione del coronavirus. Perché la libertà religiosa venga sempre più riconosciuta, il 28 maggio 2019 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione per istituire il 22 agosto la Giornata internazionale di commemorazione delle vittime di atti di violenza basati sul credo religioso, negli Stati Uniti è stata promossa l’Alleanza Internazionale per la Libertà Religiosa, in Ungheria è stato creato un Segretariato di Stato per la Persecuzione Cristiana e in un numero sempre più crescente di nazioni si pensa all’istituzione o alla riattivazione della carica di Ambasciatore per la libertà religiosa e la fede. Acs sostiene che apposite figure istituzionali possano contribuire ad un più ampio riconoscimento del diritto di professare la fede religiosa.

 

Vatican News Service - TC

04 maggio 2021, 18:28