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VNS – ITALIA Diocesi di Spoleto-Norcia. Inaugurata a Montefalco la casa “Patris corde” per padri separati

VNS – ITALIA Diocesi di Spoleto-Norcia. Inaugurata a Montefalco la casa “Patris corde” per padri separati

(VNS) – 2mag21 –E’ ispirata alla Patris corde, la lettera apostolica di Papa Francesco pubblicata in occasione del 150° anniversario della dichiarazione di S. Giuseppe quale patrono della Chiesa universale, la casa per padri separati inaugurata ieri a Montefalco dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo. “Conosciamo tutti le difficoltà che devono affrontare quegli uomini che vivono la situazione generata da un amore finito e si sono allontanati dalla loro casa, dalla famiglia, dai figlioli” ha detto il presule in occasione della cerimonia, sottolienando che questi papà “devono affrontare anche una situazione economica e lavorativa particolarmente delicata. La nostra Chiesa desidera dare un segno, che non è certamente la soluzione tutti i problemi, di vicinanza, di attenzione e di cura verso questi uomini, che talvolta vivono un tempo particolarmente duro. E allora aprire questa casa vuole indicare la solidarietà e l’accoglienza, garantire una situazione dignitosa affinché quanti vi abiteranno possano avere un luogo dove incontrare e condividere del tempo con i propri figlioli”. Mons. Boccardo ha poi dedicato un passaggio importante della sua riflessione alla pandemia: “La vita” ha detto “non è sempre facile, ci sono dei momenti particolarmente faticosi, degli eventi che non dipendono da noi. Si tratta di subirli o di interpretarli, di abitarli. Il Papa ci ricorda che Dio sa trasformare un problema in una opportunità. Un messaggio molto utile in questo tempo che stiamo vivendo a causa del Covid-19” ha continuato. “Tutti sentiamo il peso di questo anno di limitazioni e paura, dove facciamo esperienza della precarietà e capiamo che non siamo i proprietari, i gestori, della nostra vita. Basta un virus invisibile e tutto è per aria, tutto è in discussione, fino alla salute, al lavoro, all’economia”. Rivolgendosi ai fedeli, l’arcivescovo ha lanciato un appello: “Siamo invitati a trasformare questo momento in opportunità, imparando ciò che è veramente irrinunciabile da quello che non è così necessario. Si tratta di non fare confusione e di utilizzare questo momento per crescere in umanità, in sapienza, per andare nella parte più profonda di noi stessi e trovare lì la nostra vera ricchezza, sapendo che tutto concorre al bene per coloro che amano Dio. S. Giuseppe ci esorta a leggere dentro i momenti della nostra vita e a trarne un insegnamento”. Nell’occasione i rappresentanti della Caritas diocesana e i parrocchiani di Montefalco hanno lasciato una piccola pianta di ulivo. “L’ulivo” ha indicato Mons. Boccardo “è simbolo di questa nostra terra, è fonte di sostentamento per tanti, da esso si trae olio, è utilizzato per la cucina, per la cosmesi, ci si producono pomate curative e profumi. Ognuno di noi, allora, è chiamato ad essere come l’olio, cioè a diffondere un buon profumo, ad essere strumento di consolazione e di guarigione, a diffondere gesti concreti che dicono l’attenzione a chi deve affrontare un tempo di prova e di sofferenza. Ciascuno noi” ha concluso l’Arcivescovo “è invitato a diventare come quell’olio buono: anche io posso curare delle piaghe e delle ferite; e quante ce ne sono nelle famiglie, nelle persone che frequentiamo. Anche io, dunque, posso essere strumento di guarigione con una parola, con un gesto discreto, nascosto che non appare. Quello che lascia il segno non è ciò che sta nei mezzi della comunicazione, ma il bene compiuto nella gratuità e nel silenzio. E allora questa piantina di ulivo ci ricorda di diventare come olio che cura e che consola”.

Vatican News Service DD

02 maggio 2021, 11:20