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VNS – LIBIA Il cordoglio e il dolore del Centro Astalli e della Comunità di Sant’Egidio per l’ennesimo naufragio in cui hanno perso la vita 130 persone

VNS – LIBIA Il cordoglio e il dolore del Centro Astalli e della Comunità di Sant’Egidio per l’ennesimo naufragio in cui hanno perso la vita 130 persone

 

VNS – 23apr21 – “Siamo sgomenti davanti all’orrore e all’indifferenza dei governi nazionali e dell’Unione Europea”: è quanto dichiara il presidente del centro Astalli, padre Camillo Ripamonti, a proposito del naufragio verificatosi al largo della Libia in cui hanno perso la vita 130 persone nel tentativo di arrivare in Europa. “Ci si ostina a definire politiche migratorie, quelli che sono accordi stipulati con governi antidemocratici, spendendo capitali che potrebbero essere utilizzati per gestire le migrazioni in maniera sicura, legale e a beneficio di tutta la comunità” prosegue padre Ripamonti che esprime profondo cordoglio e dolore per l’ennesima tragedia del mare. Per il presidente del Centro Astalli non si può tollerare che vite perse in mare “non suscitino reazioni e risposte umanitarie”, poiché “la politica democratica e le istituzioni che la decidono hanno come compito principale garantire una vita degna e libera a ogni essere umano sulla terra”. Alle 130 vittime dell’imbarcazione affondata a est di Tripoli, si aggiungono, tra l’altro, una donna e un bimbo trovati senza vita su una barca sulla quale viaggiavano altre 100 persone che sono state riportate indietro in Libia.

Anche la Comunità di Sant’Egidio manifesta il suo cordoglio alle famiglie dei migranti, “che nel loro viaggio hanno patito sofferenze e soprusi dalla partenza dal loro Paese fino alla tragica sorte nelle acque del Mediterraneo. “Un sentimento di pietà - si legge in un comunicato - che occorre riaffermare di fronte ad una notizia che rischia di passare in secondo piano in questo amaro tempo di pandemia”. Sant’Egidio lancia un appello alle autorità che avrebbero potuto provare a soccorrere il battello di fortuna andato alla deriva, essendo arrivate segnalazioni già nella giornata di mercoledì, perché vengano garantiti i salvataggi in mare di chi è in pericolo di vita. “È urgente rispondere al più presto alla domanda di aiuto proveniente dai migranti in transito verso l’Europa, in particolare di quelli attualmente in Libia - sostiene la Comunità di Sant’Egidio - con progetti a lungo respiro che puntino a svuotare i luoghi di detenzione, a esaminare le situazioni delle singole persone e a consentire vie di salvezza legali come i corridoi umanitari”. Per Sant’Egidio occorre costruire un futuro vivibile nei paesi di origine, soprattutto per i giovani, con il sostegno dell’Unione europea.

 

Vatican News Service - TC

23 aprile 2021, 15:29