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VNS – REGNO UNITO Provinciale dei Gesuiti: scarcerare Padre Swamy, detenuto in India

VNS – REGNO UNITO Provinciale dei Gesuiti: scarcerare Padre Swamy, detenuto in India

(VNS) – 22apr21 – Era l’8 ottobre 2020 quando il padre gesuita Stan Swamy veniva arrestato, in India, con l’accusa di sedizione, per presunti legami con i ribelli maoisti e un presunto coinvolgimento nei disordini scoppiati nel 2018 a Bhima-Koregaon, nello Stato del Maharashtra. Il sacerdote, 83 anni, malato di Parkinson, ha sempre respinto queste accuse: noto attivista per i diritti umani, egli è molto conosciuto per il suo operato in favore delle comunità emarginate dalla società indiana, come quella dei Dalit. In questi mesi, numerosi sono stati gli appelli lanciati dalle Chiesa nel mondo per la sua scarcerazione per motivi umanitari, affinché possa curarsi e difendersi dalle ingiuste accuse mosse contro di lui. L’ultima richiesta di rilascio è stata respinta il 22 marzo. Ed ora, dunque, il Superiore Provinciale dei Gesuiti in Gran Bretagna, padre Damian Howard, torna ad invocare la liberazione del confratello e lo fa con un video-messaggio, diffuso sulla pagina web della Conferenza episcopale inglese. “Padre Swamy ha passato decenni a lavorare per le minoranze escluse in India – afferma padre Howard – Lancio quindi un appello affinché sia sostenuto nel momento del bisogno”. Tale sostegno può essere manifestato “interessandosi alla sua situazione; divenendo consapevoli di ciò che sta passando; pregando per lui e diffondendo questo video-messaggio sul web affinché altri possano aderire all’appello di dargli giustizia”.

“Padre Stan – continua il Superiore Provinciale – è uno dei tanti gesuiti che ha vissuto la sua vita accanto agli emarginati, lottando per la loro dignità e i loro diritti umani”. L’auspicio di padre Howard è, dunque, che il confratello detenuto possa essere rilasciato, ma anche, “in modo un po’ più realistico”, che ci sia la consapevolezza del fatto che “si tratta di una questione di dignità umana, non solo per padre Swamy, ma anche per tutte quelle persone per le quali egli sta lottando, cercando di dare voce a chi non la ha”. Rimettendosi al sistema giudiziario dell’India, infine, padre Howard conclude: “Comunque, arrestare un uomo di 83 anni e negargli la sua dignità, mettendolo in isolamento, è chiaramente sbagliato”.

Da ricordare che a gennaio di quest’anno anche i Gesuiti dell’Asia Meridionale aveva lanciato una campagna per la liberazione di padre Stan. In precedenza, già ad ottobre 2020, la Conferenza episcopale indiana aveva parlato di “arresto incomprensibile”, ricordando che “i cattolici in India sono sempre stati elogiati da tutti come una comunità di cittadini leali, rispettosi della legge e al servizio della ‘Madre India’; hanno sempre contribuito alla costruzione della nazione e continuano a collaborare con il governo per il bene comune di tutti gli indiani e per il progresso del nostro Paese”. Sulla stessa linea si era posta la Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche che, in una nota dei mesi scorsi, aveva scritto: “L'arresto e la spietata incarcerazione di padre Stan Swamy ci rammentano il trattamento riservato al Mahatma Gandhi quando si è battuto per i diritti del popolo indiano”.

Vatican News Service – IP

22 aprile 2021, 13:45