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Missili Missili  (©oneinchpunch - stock.adobe.com)

La Santa Sede all'Onu: le armi nucleari danno solo una "illusione della pace"

L'arcivescovo Caccia, osservatore permanente alle Nazioni Unite, intervenuto a New York alla seconda riunione degli Stati parti dell'accordo Trattato sulla proibizione delle armi nucleari: "Un mondo basato sulla fraternità e sulla solidarietà deve cercare non solo di eliminare le armi atomiche, na anche curare le feriti". Richiesta, anche, maggiore attenzione alle vittime

Michele Raviart – Città del Vaticano

Le armi nucleari hanno conseguenze umanitarie e ambientali catastrofiche, moltiplicano i rischi e offrono solo "un'illusione di pace”. Per questo il Trattato per la proibizione delle armi nucleari ricorda che un mondo libero dalle armi atomiche “è possibile e necessario e ci offre un mezzo per raggiungere questo obiettivo attraverso il dialogo”. A sottolinearlo è monsignor Gabriele Caccia, osservatore permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite, intervenuto a New York alla seconda Riunione degli Stati parti del Trattato, firmato nel 2017 e ratificato da 56 Paesi nel mondo.

L'etica del disarmo

Le misure previste dall’accordo, al quale non partecipano le potenze nucleari, non saranno comunque sufficienti, spiega Caccia, se non saranno accompagnate da un’”etica del disarmo”. “Una pace basata sulla fraternità e sulla solidarietà deve cercare non solo di eliminare le armi nucleari”, sottolinea,” ma anche di curare le cicatrici che esse hanno inflitto agli individui, a intere comunità e alla nostra casa comune” A questo proposito, “gli obblighi positivi del Trattato forniscono un mezzo essenziale per garantire che le comunità colpite dall'uso e dalla sperimentazione delle armi nucleari possano tornare sulla strada dello sviluppo integrale”.

L'importanza del sostegno alle vittime

In questo senso è fondamentale l’assistenza alle vittime e una maggiore comprensione degli effetti delle radiazioni nucleari sulle persone. La Santa Sede perciò, “prende atto delle recenti scoperte scientifiche sulle conseguenze umanitarie delle armi nucleari, in particolare dell'impatto sproporzionato delle radiazioni ionizzanti su donne e ragazze”. In conclusione monsignor Caccia sottolinea la presenza all’incontro di una rappresentativa di “Hibakusha”, i sopravvissuti delle bombe di Hiroshima e Nagasaki, perché, come ha scritto Papa Francesco, “mantengono viva la fiamma della coscienza collettiva, testimoniando alle generazioni successive l'orrore di ciò che accadde nell'agosto del 1945 e le indicibili sofferenze che si sono protratte fino ad oggi”.

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29 novembre 2023, 14:40