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Addio a Mirko, il clochard "senza volto". Krajewski: ci ha insegnato la fede

Nella Chiesa di Santa Monica, l'elemosiniere ha presieduto le esequie del senzatetto slovacco morto a 60 anni per un cancro che gli ha consumato il 90% del viso. Per questo camminava sempre con un fazzoletto sulla faccia. Abbandonato in un parco di Roma, un anno fa era arrivato a Palazzo Migliori convinto dal cardinale che gli disse: "Il Papa ti invita". Con Francesco anche un incontro privato. Krajewski: "Accanto a lui era come seguire gli Esercizi Spirituali"

Salvatore Cernuzio - Città del Vaticano

Miroslaw, Mirko per i suoi "amici", non aveva più un volto ma solo il volto di Cristo sofferente. Slovacco di circa 60 anni, il cancro gli aveva lasciato integra solo la bocca, divorandosi occhi, naso e buona parte del viso. Lo chiamavano "l’uomo con il velo", a motivo del panno che usava per coprirsi; riusciva a stento a biascicare qualche parola, a strillare quando vedeva qualcuno che provava ad aiutarlo e a ingurgitare del cibo. Poi, dopo l’anno trascorso a Palazzo Migliori, la struttura a due passi dal Colonnato di San Pietro voluta dal Papa per tutti i poveri della zona, ha iniziato pure a sorridere.

Ascolta l'intervista al cardinale elemosiniere Konrad Krajewski

Non è morto da solo

Mirko è morto ad agosto. Per le varie trafile burocratiche per gli stranieri, solo questa mattina si sono potuti celebrare i funerali nella Chiesa di Santa Monica in Piazza Sant’Uffizio, presieduti dal cardinale elemosiniere Konrad Krajewski e accompagnati da una folla di un centinaio di persone, tra sacerdoti, suore, volontari, rappresentanti dell’Ambasciata slovacca e della Comunità di Sant’Egidio che gestisce la struttura, e una cinquantina di poveri per cui quest’uomo era diventato un amico. Il segno che Mirko non è morto da solo, in quel limbo di indifferenza e degrado in cui aveva vissuto per anni, una volta venuto in Italia dall’Austria, in un parco dell’Aventino tra mosche e formiche.

Le esequie di Mirko
Le esequie di Mirko

L'invito di Papa Francesco

"Stare a fianco a lui in questo tempo è stato per noi come fare degli Esercizi spirituali, non si lamentava mai, non ha mai avanzato richieste, si accontentava di quello che gli portavamo e ci diceva sempre grazie", confida, con una punta di commozione, il cardinale Krajewski. Era stato lui - allertato da una segnalazione su un uomo "con un fazzoletto sulla faccia" che dormiva nel parco - a convincere Mirco a trovare rifugio nel Palazzo inaugurato nel 2019. "Sono andato lì a trovarlo, ma non voleva essere spostato, diceva che voleva morire lì, circondato dagli insetti. Gli ho detto: guardi, possiamo fare un po’ di spazio nei Giardini Vaticani. Poi sa come si è convinto? Quando gli ho detto: Papa Francesco la invita nel nuovo dormitorio. Mi ha risposto: va bene, ma le dico fra tre giorni. E dopo tre giorni, ha detto sì".

L'omelia del cardinale elemosiniere Konrad Krajewski
L'omelia del cardinale elemosiniere Konrad Krajewski

Le cure e l'accoglienza a Palazzo Migliori

Il 1° settembre 2022 è quindi approdato nel Palazzo a fianco al colonnato. "Era diventata una presenza importante", ricorda il direttore Carlo Santoro. "Una volta sono venuti quattro vescovi slovacchi a trovarci e lui è sceso, sempre coperto, e si è messo in mezzo a loro. Ha iniziato a parlargli del Vangelo. Una scena incredibile".

A Mirko non restava molto tempo da vivere, il suo cancro "cominciato con un piccolo puntino vicino il naso" era ormai ad uno stadio avanzato. Già dalla foto sulla carta d’identità che gli operatori di Palazzo Migliori e dell’Elemosineria Apostolica hanno recuperato si vedeva una parte del viso deformata.

Nell’ultimo periodo le cure consistevano principalmente nel pulire il sangue e i liquidi che scendevano dalla ferita aperta. Una pratica dolorosa, per chi la subisce e per chi la compie. "Mirko non voleva", racconta Krajewski, "l’unica cosa che ci permetteva di fare era misurare la pressione e sa una cosa? Era buona! Quando qualcuno soffre, la pressione sale e scende; invece lui non aveva questi sintomi e non prendeva nemmeno dei calmanti. Probabilmente era sereno".

Fiori e candele per Mirko
Fiori e candele per Mirko

La finestra su San Pietro e l'incontro col Papa

A consolare Mirko era soprattutto la visuale su San Pietro. "Trascorreva tutto il tempo guardando fuori dalla finestra e, nei mesi in cui è rimasto con noi, seguiva tutti gli Angelus e le celebrazioni del Santo Padre". Dal Papa c’è pure andato una volta, in un’udienza privatissima: "L’ho portato io un giorno", ricorda il cardinale, "ha ricevuto la benedizione. Anche per il Santo Padre è stato un momento particolare, perché ha visto un uomo senza niente".

Una immagine di Gesù sofferente

Per Krajewski, abituato ad avere a che fare con le situazioni di povertà più disparate, la vita di Mirko è stata una parabola vivente. "Il suo corpo era distrutto dalla malattia, ma proprio per questo ci ha ricordato che non siamo solo corpo ma anche anima. Accanto a lui siamo cresciuti spiritualmente. Come dice sempre il Santo Padre, se volete adorare Gesù uscite per strada e aiutate i poveri. Ecco, noi avevamo un Gesù Cristo a Palazzo Migliori con cui potevamo adorare sempre il Signore. Mirko, lo slovacco…".

"Io – aggiunge il cardinale – ho iniziato oggi l’omelia dicendo che Mirko è morto, quindi vive. È proprio così".

La salma sarà sepolta nel Cimitero romano di Prima Porta.

La gente al funerale del clochard
La gente al funerale del clochard

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16 settembre 2023, 14:52