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Presentazione a Roma dell'associazione "Litanga" Presentazione a Roma dell'associazione "Litanga"
La nostra Africa

In RD Congo "Litanga", una piccola goccia di bene nell'oceano

È stata presentata a Roma l'associazione che intende contribuire con progetti concreti a una migliore qualità della vita agli abitanti dei villaggi intorno alla città di Yangala, nel sud del Paese. L'impegno prevede interventi in tre aree: salute, formazione e sviluppo sociale. La vicepresidente di "Litanga" Margherita Maria Romanelli spiega l'origine e i dettagli dell'iniziativa che lavorerà in collaborazione con un gruppo di congolesi già attivo in quella stessa provincia

Adriana Masotti - Città del Vaticano

Del continente africano i media si occupano poco e quando lo fanno, in genere, è per dare cattive notizie: colpi di stato, siccità, calamità spesso solo apparentemente naturali, guerre, violenza, e soprattutto la fuga, per vari motivi, di migliaia di uomini, donne e bambini. Ma l'Africa è anche altro, è speranza, volontà di sviluppo e di pace, un luogo dove, in particolare i giovani, danno vita a tante iniziative per cambiare la vita delle comunità. Nella Repubblica Democratica del Congo (RD Congo), ad esempio, ha preso forma associativa un gruppo di persone impegnate per il bene della collettività, che ora ha stretto una sorta di gemellaggio in Europa con un'analoga associazione. 

Relatori alla presentazione, l'ultima a destra è la vicepresidente Margherita Maria Romanelli
Relatori alla presentazione, l'ultima a destra è la vicepresidente Margherita Maria Romanelli

Una goccia, simbolo di forza e di vita

Litanga in Lingala, una delle quattro lingue nazionali della Repubblica Democratica del Congo, significa “piccola goccia”, ed è simbolo di accoglienza, energia, forza e vita, e la nuova associazione presentata per la prima volta presso il Focolare Point a Roma nei giorni scorsi, si è voluta chiamare proprio così, completando il nome con le parole “per lo sviluppo umano integrale in Congo” che dicono l’obiettivo generale. Alla conferenza erano presenti, tra gli altri, l'arcivescovo anglicano Ian Ernst, direttore del Centro Anglicano di Roma e rappresentante personale dell’arcivescovo di Canterbury presso la Santa Sede, una delegazione della Fondazione Laudato si’ del Mozambico condotta dal fondatore monsignor Ernesto Maguenge, vescovo di Inhambane; la presidente dell’associazione Amici della Tanzania di Genova e, in collegamento dalla RD Congo, don Bruno Ciey Ciey. 6 i soci fondatori che si sono stretti attorno a monsignor Bernard Munono Muyembe, congolese, officiale del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e presidente di Litanga. La vicepresidente, Margherita Maria Romanelli, collega dello stesso Dicastero, spiega a Vatican News l'origine di Litanga: "Alcuni colleghi del nostro e di altri dicasteri vaticani, con monsignor Munono Muyembe che prima portava avanti da solo, anche con il suo stipendio, dei piccoli passi per contribuire alla crescita del suo popolo, abbiamo pensato di metterci insieme. In seguito si sono uniti altri amici che hanno aderito a questo sogno di essere in prima persona un ponte, un sostegno, con la nostra professione e le nostre competenze per spronare all'azione gli stessi giovani del Paese africano".

Il logo dell'associazione
Il logo dell'associazione

Un sostegno alla speranza 

L’associazione vuol essere una piccola goccia d’acqua che però fa la differenza migliorando la vita delle persone, attraverso la realizzazione di progetti concreti nelle zone rurali dove mancano i servizi essenziali per le popolazioni, soprattutto a sostegno di donne, bambini, giovani e di altre categorie svantaggiate. Nel sito appena realizzato la descrizione dei progetti finora messi in campo che riguardano anche la cura dell'ambiente, concentrandosi entro un raggio di 100/150 km dalla città di Yangala. La zona si trova nella provincia centrale del Kasai la cui popolazione attuale è di circa 1.160.000 abitanti. La Repubblica Democratica del Congo è nota per le grandi ricchezze naturali, ma anche per la povertà e le continue violenze inflitte alla popolazione. Ma come guarda a questo Paese l'associazione? "Posso parlare della mia esperienza e dello sguardo che io ho avuto visitando la RDCongo qualche anno fa per lavoro - racconta Romanelli -. Avevo tanti pregiudizi, pensavo che quel popolo vivesse nella povertà non avendo risorse naturali e invece mi sono resa conto che è una nazione ricca di risorse, ma che queste vengono tutte defraudate da società multinazionali che sfruttano totalmente il territorio. Per la prima volta nella mia vita - prosegue la vicepresidente di Litanga - mi sono trovata davanti ad un'operazione di estrazione del petrolio dal mare a 100 metri da me: tutto intorno, il cielo, la terra e tutta la vegetazione ricchissima di verdura e di frutta, tutto era nero, compresi i pesci che le persone pescavano. Questo mi ha molto scioccata e mi sono sentita in colpa come europea, ma oggi nel mio piccolo, vorrei aiutare a coscientizzare le persone del posto, con piccoli progetti, a prendersi cura della casa comune e a trovare le energie e la speranza per ricominciare".

Congolesi che hanno partecipato alla presentazione
Congolesi che hanno partecipato alla presentazione

Un Paese sfruttato che vorrebbe difendere la sua terra

Nello straordinario viaggio apostolico nella Repubblica Democratica del Congo e in Sud Sudan tra gennaio e febbraio scorsi, Papa Francesco, di fronte alle drammatiche testimonianze di crudeltà e di violenza di cui sono vittime i civili e in particolare le donne nel Paese, aveva chiesto che si smettesse di depredare le risorse naturali di quelle terre. Aveva affermato: "Giù le mani dalla Repubblica Democratica del Congo, giù le mani dall’Africa! Basta soffocare l’Africa: non è una miniera da sfruttare o un suolo da saccheggiare. L’Africa sia protagonista del suo destino! (...) L’Africa, sorriso e speranza del mondo, conti di più: se ne parli maggiormente, abbia più peso e rappresentanza tra le Nazioni!". Margherita Maria Romanelli afferma che anche queste parole di Papa Francesco hanno sostenuto l'impegno di Litanga. "Sì, la rete di giovani che conosciamo in Congo e gli amici congolesi che conosciamo in Italia, vogliono in prima persona sentirsi corresponsabili al bene comune del loro Paese e non vogliono più lasciarsi derubare da tutte le loro risorse. E quindi noi abbiamo pensato che possiamo accompagnare questo processo in vari ambiti, attraverso i progetti concreti che loro stessi hanno formulato, a partire dal primo progetto che è quello in parte già realizzato e che riguarda le fonti di acqua potabile". Romanelli spiega che per ora sono state portate a termine tre fonti d'acqua in sei villaggi e che le donne che vanno a prendere l'acqua insieme ai bambini, vedendo questa possibilità, hanno chiesto che anche altri sei villaggi possano essere forniti di fonti d'acqua potabile.

Un momento della conferenza
Un momento della conferenza

A tutti è possibile aggiungere la propria goccia

La goccia che compare nel logo di Litanga, insieme a mani di diverso colore che reggono un mappamondo, esprime la consapevolezza che i bisogni da soddisfare sono enormi, per questo è richiesta la collaborazione di tutti, ma anche che ogni azione e iniziativa di solidarietà è un qualcosa da non sottovalutare. Naturalmente per realizzare qualsiasi progetto sono necessari finanziamenti. "Noi pensiamo di raccogliere fondi con varie iniziative che faremo anche in Italia, ma dove gli attori saranno sempre congolesi o comunque africani - spiega la vicepresidente di Litanga -. E poi pensiamo anche di poter godere iin Italia del cinque per 1000 per poter ricevere contributi dalle tasse di chi vorrà aderire ai nostri progetti, ma soprattutto vogliamo creare una rete di membri attivi che si uniscano a noi e che con una quota annuale possano sostenere questi progetti. Diventare membri di Litanga - conclude - significa essere quella piccola goccia che insieme a tante altre, come diceva santa Madre Teresa di Calcutta, possono riempire l'oceano".

Ascolta l'intervista integrale a Margherita Maria Romanelli

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21 settembre 2023, 10:24