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Vaticano: l'ingresso dell'Aula Paolo VI Vaticano: l'ingresso dell'Aula Paolo VI 

Covid: pubblicato decreto su regole d'ingresso in Vaticano e uffici Curia

In un decreto a firma del segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, si dispongono le regole di attuazione per l’ingresso, dal 1° ottobre prossimo, nello Stato della Città del Vaticano e negli uffici della Curia Romana in tempo di pandemia. Il documento si rivolge a dipendenti, collaboratori e ospiti esterni

VATICAN NEWS

Il documento firmato dal cardinale Parolin fa seguito alla precedente Ordinanza del Presidente della Pontificia Commissione dello Stato della Città del Vaticano del 18 settembre scorso, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° ottobre 2021. Il decreto in più punti delinea le regole da osservare per l’ingresso in Vaticano allo scopo di prevenire possibili contagi da Covid-19.

Si prevede l’obbligo di possesso per tutto il personale dipendente della Curia Romana e delle Istituzioni collegate delle documentazioni indicate dall’Ordinanza, ovvero il certificato di vaccinazione, il cosiddetto green pass, oppure una certificazione di negatività al virus Sars-Cov-2, rilasciata in Italia a fronte di un test molecolare o antigenico rapido, con la frequenza indicata dalla Direzione di Sanità e Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Gli oneri relativi al test non sono a carico dell’Ente. La misura si estende ai collaboratori esterni e a coloro che a qualsiasi ulteriore titolo svolgano attività presso i medesimi Enti, al personale delle ditte esterne e a tutti i visitatori ed utenti.

Si prescrive poi che, fatti salvi i controlli demandati al Corpo della Gendarmeria, ogni Ente sia tenuto a verificare il rispetto delle prescrizioni, stabilendo le modalità operative per l’organizzazione di tali verifiche e individuando i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni degli obblighi

La conseguenza per l’inosservanza di queste norme per il personale sprovvisto delle necessarie certificazioni è il divieto di accesso al posto di lavoro. In questo caso il dipendente sarà considerato assente ingiustificato, senza retribuzione, fatte salve le ritenute previdenziali ed assistenziali, nonché l’assegno al nucleo familiare.

Infine si prevede che la possibile esenzione da tali obblighi documentali venga valutata dalla Segreteria di Stato vaticana sulla base del parere della Direzione di Sanità e Igiene. Eventuali ulteriori restrizioni potranno essere considerate necessarie dalle competenti Autorità sanitarie vaticane nei confronti di persone provenienti da Paesi con rischio elevato di contagio.

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28 settembre 2021, 14:33