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Con l'Elemosineria Apostolica 1200 poveri vaccinati entro Pasqua

La prossimità ai più fragili sulla scia di quanto chiesto da Papa Francesco si concretizza ancora una volta nell'imminenza della Domenica di Pasqua, con la distribuzione di dosi vaccinali acquistate dalla Santa Sede e offerte dall'Ospedale Spallanzani

Michele Raviart - Città del Vaticano

1200 persone tra le più povere e emarginate, e quindi per la loro condizione le più esposte al coronavirus, saranno vaccinate durante la Settimana Santa, su iniziativa dell’Elemosineria apostolica, grazie alle dosi di vaccino Pfizer-Biontech acquistate dalla Santa Sede e offerte dall’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma.

Nessuno venga escluso

L’iniziativa, si legge in un comunicato dell’Elemosineria, arriva “per dare concretezza ai diversi appelli di Papa Francesco perché nessuno venga escluso dalla campagna di vaccinazione anti Covid-19”. A somministrare le dosi di vaccino, che sarà distribuito in Aula Paolo VI, i medici, gli operatori sanitari e i volontari dell’ambulatorio “Madre di Misericordia”, situato sotto il colonnato del Bernini in piazza San Pietro, che hanno già offerto assistenza a oltre 1200 persone emarginate provenienti da 96 Paesi, con tamponi e diagnosi.

Un "vaccino sospeso"

Inoltre, “per condividere il miracolo della carità verso i fratelli più vulnerabili e dare loro la possibilità di accedere a questo diritto”, sarà possibile effettuare una donazione on-line sul conto della carità di Papa Francesco gestito dall’Elemosineria al sito www.elemosineria.va. Una sorta di “vaccino sospeso” per ribadire che tutti, come ha ricordato più volte il Pontefice, “devono avere accesso al vaccino, senza che nessuno sia escluso a causa della povertà”.


A gennaio vaccinati 25 senzatetto

Già lo scorso gennaio, quando in Vaticano è iniziata la campagna di vaccinazione, erano state vaccinate 25 persone senza fissa dimora che vivono nei dintorni di piazza San Pietro e che sono assistiti e accolti dalle strutture dell’Elemosineria presenti nella zona. Uomini e donne over 60, con gravi guai fisici e difficoltà di accesso alle strutture sanitarie nazionali. Un aiuto che si aggiunge all’impegno che, fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, il Papa ha sempre manifestato concretamente, donando attraverso l’elemosineria, macchinari per gli ospedali in Italia e nel mondo ed effettuando tamponi per molte persone che vivono ai margini.

Un esercizio di responsabilità

Vaccinarsi, ha sottolineato Francesco, “è un modo di esercitare la responsabilità verso il prossimo e il benessere collettivo”. Per questo il Papa ha chiesto, nel Messaggio di Natale del 2020, “ai responsabili degli Stati, alle imprese, agli organismi internazionali”, “di promuovere la cooperazione e non la concorrenza, e di cercare una soluzione per tutti”. “Di fronte a una sfida che non conosce confini, non si possono erigere barriere”, ha detto, “siamo tutti sulla stessa barca”.

26 marzo 2021, 11:30