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San Pietro si illumina per il Natale con le luci dell’albero e del presepe

Nel pomeriggio in Piazza San Pietro, la tradizionale inaugurazione del presepe e l'illuminazione dell'albero di Natale. Nel corso della cerimonia presieduta dal Presidente e dal Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano è stata illuminata anche la figura della Sacra Famiglia rappresentata nella scultura Angels Unawares, presente in Piazza

Marina Tomarro - Città del Vaticano

Un evento atteso da grandi e piccini, seguito non solo dai romani, ma da turisti e pellegrini provenienti da tutto il mondo. Questa è sempre stata la tradizionale cerimonia dell’accensione dell’albero di Natale e l’inaugurazione del presepe in Piazza San Pietro, sin dal 1982, anno in cui fu introdotta da Giovanni Paolo II. Quest’anno, nel rispetto delle norme per contenere la pandemia da Covid-19, sono stati presenti solo un numero ristretto di fedeli alla suggestiva cerimonia dal vivo, ma si è potuta seguire in diretta sul sito Vatican Media, TV 2000 ed in eurovisione.

Un gemellaggio spirituale tra Teramo e la Slovenia

Ad aprire la cerimonia dell’accensione dell’Albero e del Presepe il cardinale Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. “Questo presepe - ha commentato il porporato – ci fa capire che il Vangelo può animare tutte le culture e tutti i mestieri. Diventa un punto di arrivo e di partenza per la diocesi di Teramo che ha fatto un intenso cammino pastorale di preparazione basato su di esso. Un percorso che è andato incontro alla Slovenia, da cui arriva l’albero, con cui si è creato quasi un gemellaggio spirituale. Questo abete ci ricorda la bellezza straordinaria di questo Paese e le sue tradizioni” 

Il Presepe in ceramica di Castelli

Come ogni anno sia l’albero che il presepe arrivano in Piazza San Pietro accompagnati dalle storie dei luoghi da cui provengono. “La possibilità di poter allestire il monumentale presepe della scuola d'arte di Castelli – spiega monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo della diocesi Teramo-Atri -  è davvero un grande dono per tutta la nostra chiesa diocesana e soprattutto una grande occasione per un territorio che è stato duramente colpito da due terremoti nel 2006 e nel 2017. È un momento anche per dare testimonianza della fede del popolo abruzzese e di questa comunità con le sue capacità artistiche, infatti non dobbiamo dimenticare che Castelli è tra le più importanti città della ceramica a livello europeo. È un dono per tutti dunque, soprattutto in questo tempo di emergenza sanitaria in cui siamo chiamati tutti a ripartire”.  

Ascolta l'intervista al vescovo Lorenzo Leuzzi

Un Presepe curato da giovani studenti

L'opera esposta in Piazza San Pietro, è realizzata dagli alunni e dai docenti dell’Istituto d’arte “F.A. Grue”, attuale liceo artistico statale per il design, che, nel decennio 1965-1975, dedicò l'attività didattica al tema natalizio. Per l’occasione sono stati portati solo alcuni pezzi della fragile collezione composta da 54 statue. Le sculture rappresentano i Magi; al centro, sul punto più alto di una grande pedana luminosa, è collocato il gruppo della Natività con l’Angelo, posto sopra la Sacra Famiglia a simboleggiare la sua protezione sul Salvatore, Maria e Giuseppe. “Noi crediamo che l'esperienza di quest'anno di un Presepe donato da un Liceo Artistico, - continua il vescovo Leuzzi - è davvero un forte richiamo per tutti a investire di più sulla formazione delle nuove generazioni sia a livello delle scuole medie e  superiori sia per il mondo universitario e speriamo di  poter realizzare a marzo ciò che era previsto e a dicembre, cioè far incontrare il Papa a quei giovani studenti che hanno partecipato al concorso sul presepe promosso dall'Ufficio Regionale Scolastico”.

accensione albero e Presepe
accensione albero e Presepe

Il grande abete sloveno: orgoglio nazionale

È la seconda volta che la Slovenia dona un albero di Natale al Papa. La prima fu nel lontano 1996 con Giovanni Paolo II. “Questa per noi - spiega Jakob Stunf, ambasciatore della Repubblica Slovena per la Santa Sede -  è una bella occasione di commemorare il trentesimo anniversario del Plebiscito Nazionale dove abbiamo preso la decisione di continuare la nostra via verso l'indipendenza nazionale. Siamo molto felici e orgogliosi quindi di poter donare proprio quest’anno, dopo 24 anni, un altro albero al Papa”.

Ascolta l'intervista all'ambasciatore Jakob Stunf

Slovenia: terra verde di foreste

E gli addobbi che sono andati ad ornare gli altri alberi di Natale più piccoli donati al Vaticano, sono stati realizzati dai nonni e dai nipotini sloveni. “Con questa iniziativa – continua l’ambasciatore Stunf – abbiamo voluto dimostrare una cooperazione tra generazioni diverse, un collegamento tra i nonni e nipoti, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria. Abbiamo usato questa occasione come una opportunità dove le famiglie con i bambini e i nonni potevano fare qualcosa di creativo e contribuire così a questa festa”. Questo maestoso abete rosso, ha 75 anni, è alto 28 metri per un diametro di 70 centimetri, e arriva dalla Slovenia sudorientale, esattamente dal comune di Kočevje, sul fiume Rinža. “Le foreste coprono circa il 60% del territorio sloveno – sottolinea sua eccellenza Stunf - siamo molto orgogliosi e le curiamo molto bene, perché solo così si può presentare questa nostra idea di creare un futuro verde, ma anche molto creativo”. 

accensione albero e Presepe
accensione albero e Presepe

L’albero sempreverde segno dell’amore infinito di Dio

All’accensione dello scintillante albero, era presente anche l'arcivescovo metropolita di Maribor, mons. Alojzij Cvikl, come guida della delegazione slovena. “L’albero qui presente – ha detto ai presenti il presule - quest’anno viene da una zona della Slovenia che è bagnata dal sangue di martiri dopo la seconda guerra mondiale. Proprio perciò quest’albero sempreverde, vuole essere segno dell’amore di Dio che è sempreverde ed eterno. In Gesù, Dio si inchina verso ognuno di noi perché ci vuole immensamente bene e ci vuole donare la propria pace”.

L'illuminazione della Sacra Famiglia nell'opera Angels Unawares

Durante la cerimonia di questo pomeriggio ad arricchire la Piazza anche un'altra illuminazione speciale. Si  tratta della figura della Sacra Famiglia rappresentata nella scultura Angels Unawares del canadese Timothy Schmalz, presente in Piazza dal 29 settembre 2019 per commemorare la 105a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Si tratta di una scultura bronzea, che raffigura una barca con un gruppo di migranti e rifugiati di diversa estrazione culturale e razziale, e di vari periodi storici. Ad essere illuminate appunto le tre figure che riproducono la Sacra Famiglia di Nazareth. Un segno - scrive in un comunicato la Sezione MIgranti e Rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo umano integrale - che vuole evidenziare il significato profondo del Natale e ricordare che anche Gesù, con Maria e Giuseppe, è stato un migrante, in fuga per salvare la vita.

L’esatta copia della scultura è stata svelata lo scorso 8 dicembre nella Grand Army Plaza di New York, nel quartiere di Brooklyn, e anche questa, per tutto il periodo natalizio, verrà illuminata allo stesso modo.Un gemellaggio per ricordare che, ancor più in questo momento di pandemia, siamo tutti  bisognosi e in attesa.

Ultimo aggiornamento 11.12.2020 ore 17.30

11 dicembre 2020, 13:47