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Becciu: Carlo Acutis, una vita offerta per Gesù, la Chiesa e il Papa

Il prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi parla dello spostamento al 10 ottobre della Beatificazione del giovane milanese, appassionato di internet e innamorato di Gesù e della Chiesa

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

In tanti attendevano l’annuncio della Beatificazione di Carlo Acutis, il genio dell’informatica che amava profondamente l’Eucaristia. A causa della pandemia, la data è stata spostata in ottobre, come sottolinea il cardinale Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi:

Eminenza, come si è arrivati a questa data?

R. - In maniera molto semplice. Era stata fissata una data, poi sappiamo come sono andate le cose a causa dell’epidemia che, appunto, non permette lo svolgimento di cerimonie così importanti. Quindi, insieme al vescovo di Assisi ci siamo messi d’accordo per il 10 ottobre; si spera che alla cerimonia, in quel periodo, possa partecipare un po’ più di gente; tra l’altro, avverrà appena due giorni prima dell’anniversario della sua morte, perché morì il 12 ottobre 2006. Quindi, ci siamo messi d’accordo per questa data. Si spera che la gente possa venire, altrimenti molti potranno seguire la celebrazione via streaming.

Carlo Acutis è un esempio di fede per i nostri i giovani e per tutti noi …

R. - Certamente. Colpisce la maturità di questo ragazzo. È morto a 15 anni e aveva sviluppato una conoscenza della fede in maniera splendida, esemplare. Lui era un ragazzino quando si innamorò dell’Eucarestia, poi ha volto la sua devozione anche verso la Madonna. Faceva il catechista, riusciva a trasmettere la fede ai ragazzi, non solo nella forma classica delle riunioni, ma sfruttava anche i mezzi telematici. Lui realizzò un progetto informatico sui temi della fede; aveva un sito sui miracoli eucaristici. Quindi, questo ragazzo ha vissuto in pieno la sua fede. Colpiscono anche le parole espresse gli ultimi giorni. Diceva: “Voglio offrire tutte le mie sofferenze per il Signore, per il Papa e per la Chiesa. Non voglio fare il Purgatorio; voglio andare diritto in Paradiso”. A 15 anni! Un ragazzino che parla così ci colpisce e penso che stimoli tutti a non scherzare con la nostra fede, ma a prenderla sul serio.

Al Sinodo 2018 il ricordo di Carlo Acutis

L’autostrada per il Cielo

Il viso da bravo ragazzo, il sorriso pulito, lo sguardo rivolto al Cielo e il cuore infiammato dall’amore per Gesù che raccontava ai bambini del catechismo, al domestico di casa che si convertì al cristianesimo, ai poveri che incontrava presso l’Opera San Francesco di Milano. Carlo Acutis in soli 15 anni di vita aveva assaporato così il Paradiso, nella dedizione agli altri, nella fretta di far conoscere al mondo, attraverso le nuove tecnologie, la bellezza della Parola di Dio, così come il ristoro che viene dalla recita del Rosario e il valore dell’Eucaristia, la sua “autostrada per il Cielo”.

Ad Assisi la beatificazione

La sua Beatificazione avverrà ad Assisi, luogo della sepoltura, sabato 10 ottobre, alle 16 nella Basilica papale di San Francesco. “La notizia – ha sottolineato monsignor Domenico Sorrentino, vescovo della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino – costituisce un raggio di luce in questi mesi nei quali abbiamo affrontato la solitudine e il distanziamento sperimentando l’aspetto più positivo di internet, una tecnologia comunicativa per la quale Carlo aveva uno speciale talento”. Una beatificazione – ha spiegato il presule – che sarà un incoraggiamento per tutti.

Carlo Acutis - Santuario della Spogliazione, Assisi
Carlo Acutis - Santuario della Spogliazione, Assisi

Venerabile dal 2018

Carlo Acutis, nato a Londra il 3 maggio 1991 e scomparso a Monza a causa di una leucemia fulminante il 12 ottobre 2006, era stato dichiarato Venerabile il 5 luglio 2018. Quasi un anno dopo, le sue spoglie sono state traslate nel Santuario della Spogliazione ad Assisi. A lui è stato riconosciuto il miracolo di un bambino brasiliano, avvenuto nel 2013. Il piccolo era affetto da importanti disturbi all’apparato digerente, con rara anomalia anatomica congenita del pancreas ma l’intervento non venne effettuato. La famiglia e la sua comunità chiesero l’intercessione di Carlo per salvare il loro bambino.

Non io, ma Dio

”E’ vero che il mondo digitale può esporti al rischio di chiuderti in te stesso, dell’isolamento o del piacere vuoto. Ma non dimenticare che ci sono giovani che anche in questi ambiti sono creativi e a volte geniali”. A scriverlo è stato Papa Francesco nell’Esortazione Apostolica post-sinodale ai giovani “Christus Vivit”, frutto del Sinodo del 2018. Carlo viene indicato dal Pontefice come esempio da dare ai ragazzi per un sano uso dei media. Grazie alla sua passione per l’informatica, realizzò una mostra sui miracoli eucaristici, che ha girato tutto il mondo, per raccontare la gioia dell’incontro concreto con Gesù. “Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie”: è il motto di Carlo che amava anche ripetere: “La tristezza è lo sguardo rivolto verso sé stessi, la felicità è lo sguardo rivolto verso Dio”. Espressioni di una fede intensa e vera, assaporata sulla terra, nella pienezza della vita di un quindicenne con il cuore aperto a  Dio.

15 giugno 2020, 13:47