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Roma capitale, Mattarella e Parolin all’apertura delle celebrazioni per i 150 anni

La città di Roma ha aperto le celebrazioni per i 150 anni della sua designazione a capitale d’Italia, con un concerto al Teatro dell’Opera, alla presenza del presidente della Repubblica Mattarella e dei cardinali De Donatis, vicario del Papa per Roma e del segretario di Stato Parolin. La sindaca Raggi: dal 3 febbraio 1871 la città “si è posta al servizio di tutti”

Alessandro Di Bussolo - Roma

La musica della Banda interforze dell’Esercito e la voce di Andrea Bocelli e Paola Turci, con l’arte istrionica di Gigi Proietti, danno vita, nel Teatro dell’Opera di Roma, allo spettacolo, in diretta televisiva, che avvia le celebrazioni per i 150 anni della designazione della Città Eterna a capitale d’Italia. Sul palco d’onore, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che applaude il messaggio inviato da Papa Francesco e letto dal segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, che poi assiste al concerto accanto al cardinale vicario per la diocesi di Roma Angelo De Donatis.

Raggi: da 150 anni Capitale “al servizio di tutti”

La sindaca di Roma Virginia Raggi, nel suo saluto iniziale, sottolinea che, con la designazione a capitale degli italiani, il 3 febbraio 1871, la città “si è posta al servizio di tutti”. Dal Piemonte alla Sicilia, dalla Puglia al Veneto, cittadini di ogni parte d’Italia hanno rinnovato lo spirito della città e l’hanno fatta passare dai 250 mila abitanti di allora ai circa 4 milioni e mezzo di persone “che ogni giorno animano e vivono la sua bellezza”. La rivoluzione urbanistica, economica e degli stili di vita è ancora in corso, ma con una costante, per la sindaca Raggi: “Roma è una città accogliente, internazionale e aperta a tutti, e lo sarà sempre”. La celebrazione di questo anniversario, conclude la sindaca cinquestelle, “vuol dire prepararsi con entusiasmo alle prossime sfide”.

L' arrivo del presidente Sergio Mattarella con la figlia Laura al Teatro dell'Opera
L' arrivo del presidente Sergio Mattarella con la figlia Laura al Teatro dell'Opera

Proietti: vorrei che fosse più amata, dai romani e dagli italiani

Applauditissimo l’attore Gigi Proietti, quando dice “vorrei che fosse più amata, non solo da noi romani, ma da tutti gli italiani”, e recita il “Giudizio Universale” di Gioacchino Belli e la “Ninna nanna” della guerra di Trilussa. Con lui riceve un’ovazione il maestro Ezio Bosso, che dirige l’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma ne “Le nozze di Figaro” di Mozart e ne “il barbiere di Siviglia” di Rossini, e lascia il palco in sedia a rotelle.

Parole su Roma nel libretto, da Sordi a Fellini

Applausi anche a Paola Turci che canta “Roma nun fa’ la stupida stasera” e a romani come Alberto Sordi, di cui ricorrono quest’anno i cento anni dalla nascita, che parlava di Roma come di “un salotto da attraversare in punta di piedi”. Nel libretto del concerto, parole su Roma di Federico Fellini, “una città sdraiata” che è “quindi la piattaforma ideale per dei voli fantastici”, di Byron, che la definiva “città dell’anima” e di Pasolini, toccato dai suoi “quartieri sconosciuti e inconoscibili, di cui si sanno leggende”.

Mieli: grazie al Papa per aver ricordato la Shoah romana

In chiusura, lo storico e giornalista Paolo Mieli ringrazia Papa Francesco per aver ricordato, nel suo messaggio, l’occupazione nazista di Roma, tra il 1943 e il ’44, e la Shoah vissuta nella Capitale, con l’asilo offerto dalla Chiesa agli ebrei perseguitati. “Dimostra – spiega Mieli – come la Chiesa abbia sanato il suo rapporto con Roma”

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L'apertura delle celebrazioni per i 150 anni di Roma capitale
03 febbraio 2020, 19:00