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Il cardinale George Pell Il cardinale George Pell 

L'11 e il 12 marzo l'appello del cardinale Pell di fronte all'Alta Corte australiana

È l’ultimo ricorso possibile per il porporato, condannato il 13 marzo 2019 a 6 anni di reclusione per abusi su minori. Il prelato si è sempre dichiarato innocente e ha respinto tutte le accuse

Alessandro Guarasci - Città del Vaticano

Sarà discusso l’11 e il 12 marzo dall'Alta Corte australiana l'appello presentato dal cardinale George Pell, contro la condanna a sei anni di carcere per abusi sessuali su minori. A novembre scorso, l'Alta Corte aveva annunciato di voler ascoltare in udienza i legali del cardinale Pell, dopo la richiesta presentata a settembre scorso.

Pell si è sempre dichiarato innocente

È l’ultimo ricorso possibile per il porporato, condannato il 13 marzo 2019 a 6 anni di reclusione per abusi su minori; sentenza confermata da due dei 3 magistrati della Corte Suprema di Victoria il 21 agosto. Ricordiamo che il porporato si è sempre dichiarato innocente e ha respinto tutte le accuse. Secondo i legali di Pell, l'opinione dissenziente di uno dei tre giudici della Corte d'Appello di Victoria, Mark Weinberg, può fornire ragionevoli motivi per revocare la condanna: secondo questo magistrato, il verdetto contro Pell non soddisfa il principio in base al quale una persona può essere condannata solo se le prove ne dimostrano la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio. 

La Santa Sede: fiducia nella giustizia australiana

Non appena l’Alta Corte aveva deciso di pronunciarsi, il direttore della Sala Stampa vaticana Matteo Bruni aveva comunicato che la Santa Sede conferma “la propria fiducia nella giustizia australiana, consapevole che il cardinale ha sempre affermato la propria innocenza. Nell’occasione – aveva concluso Bruni - la Santa Sede ribadisce, ancora una volta, la propria vicinanza a quanti hanno sofferto a causa degli abusi da parte dei membri del clero”.

 

17 febbraio 2020, 11:46