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Abu Dhabi: Messa di ringraziamento a un anno dalla visita del Papa

Ieri sera, la comunità cattolica di Abu Dhabi si è riunita nella cattedrale di San Giuseppe e ha celebrato il primo anniversario della visita di Papa Francesco nel Paese arabo. La celebrazione all’aperto, è stata presieduta da monsignor Paul Hinder, vicario apostolico dell'Arabia del Sud

Suor Bernadette Mary Reis - Abu Dhabi

Molte persone che avevano incontrato il Papa durante la sua visita privata alla cattedrale o che avevano partecipato alla Messa tenutasi a Zayed Sport City erano presenti alla celebrazione eucaristica di ieri pomeriggio. Per molti versi il rito ha riportato a quel momento speciale di un anno fa: lo stesso coro ha cantato gli stessi canti dell'anno scorso, lo stesso diacono ha proclamato il Vangelo e il vescovo Hinder ha letto una parte dell'omelia del Papa pronunciata l'anno scorso. Non appena la Santa Messa è terminata, le persone presenti hanno voluto ricordare attraverso foto e video, i momenti salienti  dell'intera visita di Papa Francesco.

La visita del Papa ha lasciato dei frutti?

Monsignor Hinder a un anno dalla visita papale ha rivolto ai presenti alla celebrazione alcune domande: "la visita di Papa Francesco è stata davvero un'occasione per approfondire la nostra fede e rinnovare il nostro impegno?  E’ rimasto solo il ricordo di essere stati gli unici che il Papa ha visitato nella penisola arabica, avendo così la possibilità di incontrarlo e stringergli la mano o di ricevere da lui una benedizione? "Siamo veramente felici che il Successore di Pietro sia venuto a rafforzare la nostra fede? "So che Papa Francesco è rimasto profondamente colpito dal modo in cui è stato accolto in questo Paese - ha continuato il vescovo Hinder - e dai fedeli allo stadio". Il vicario apostolico ha poi chiesto se i presenti l'anno scorso avevano "preso a cuore" ciò che il Papa era venuto a dir loro, se avevano letto il Documento sulla Fraternità umana dall'anno scorso, o se avevano riletto l'omelia del Papa.

Il vescovo ha ricordato ai presenti l'omelia, leggendone una parte 

"Guardate Gesù: non ha lasciato nulla di scritto, non ha costruito nulla di imponente.  E quando ci ha detto come vivere, non ci ha chiesto di costruire grandi opere o di attirare l'attenzione su di noi con gesti straordinari.  Ci ha chiesto di produrre una sola opera d'arte, possibile per tutti: la nostra vita.  Le Beatitudini sono quindi una tabella di marcia per la nostra vita: non richiedono azioni sovrumane, ma piuttosto l'imitazione di Gesù nella nostra vita quotidiana.  Ci invitano a mantenere il nostro cuore puro, a praticare la mitezza e la giustizia nonostante tutto, ad essere misericordiosi con tutti, a vivere l'afflizione in unione con Dio.  Questa è la santità della vita quotidiana, che non ha bisogno di miracoli o di segni straordinari.  Le Beatitudini non sono per i superuomini, ma per coloro che affrontano le sfide e le prove di ogni giorno.  Chi vive le Beatitudini secondo Gesù è in grado di purificare il mondo.  Sono come un albero che anche nella terra arida assorbe ogni giorno l'aria inquinata e restituisce ossigeno.  La mia speranza è che voi siate così, radicati in Gesù e pronti a fare del bene a chi vi circonda.  Che le vostre comunità siano oasi di pace".

L'impegno per il messaggio del Papa

"Cari fratelli e sorelle", ha concluso monsignor Hinder, "guardiamo alla visita papale con gratitudine. Ancora più importante è il nostro impegno per il messaggio che Papa Francesco ci ha lasciato: tenere a mente e a cuore le parole di Gesù per non avere paura. Abbiate solo fede".

06 febbraio 2020, 11:17