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Cerimonia ecumenica a Riga, 24 settembre 2018 -Viaggio apostolico Lituania, Estonia, Lettonia Cerimonia ecumenica a Riga, 24 settembre 2018- Viaggio apostolico Lituania, Estonia, Lettonia  (ANSA) La nota

Custodire la salute dell’anima e coltivare l’unità

Gli interventi di Papa Francesco, nell’omelia di Santa Marta e nel discorso rivolto alla delegazione ecumenica della Chiesa luterana della Finlandia

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“La comunità di tutti i battezzati non è un mero stare gli uni accanto agli altri, e certamente non è uno stare gli uni contro gli altri, ma vuole diventare un sempre più profondo stare insieme”. Le parole pronunciate dal Papa durante l’udienza alla delegazione ecumenica della Chiesa luterana di Finlandia, pur non essendo legate agli eventi accaduti negli ultimi cinque giorni, possono rappresentare una chiave di lettura alla fine di una settimana dolorosa. Anche se le espressioni di Francesco erano dedicate ai rapporti tra cristiani di confessioni diverse, esse possono rappresentare un richiamo di cui tener conto innanzitutto all’interno della Chiesa cattolica. L’unità della Chiesa e - per i cattolici - l’unità attorno al Vescovo di Roma, non possono essere mai derubricate ad elementi accessori o “sacrificabili”.

Il Papa, citando il passo degli Atti degli Apostoli dove si ricorda l’accoglienza ospitale offerta dagli abitanti di Malta a san Paolo, ha detto che l’ospitalità “fa parte della comune testimonianza di fede”. E ha aggiunto che, come cristiani, “noi crediamo che Cristo vuole incontrarci proprio in quelle persone che nella vita hanno fatto naufragio, in senso letterale e in senso figurato”. Ancora una volta Francesco insegna che il cristiano disposto ad avvicinarsi ai tanti “naufraghi” di oggi per ascoltarli, aiutarli e accoglierli lo fa per essere lui stesso evangelizzato, cioè per incontrare Gesù. Lo fa con la gioia di chi donando riceve a sua volta: “Chi offre ospitalità non diventa più povero, ma più ricco”.

La mattina di venerdì 17 gennaio Francesco ha celebrato la messa mattutina a Santa Marta e nell’omelia, riflettendo sul brano evangelico in cui si racconta la guarigione del paralitico ha richiamato l’importanza della salute spirituale. Pensiamo a curare le malattie del corpo ma ci dimentichiamo di andare dal medico che può guarirci l’anima, come ha sempre fatto Gesù rimettendo i peccati e andando all’essenziale della vita.  “L’essenziale - ha detto Francesco - è il tuo rapporto con Dio. E noi dimentichiamo, tante volte, questo, come se avessimo paura di andare proprio lì dove c’è l’incontro con il Signore, con Dio. L’essenziale è la salute, tutta: del corpo e dell’anima. Custodiamo bene quella del corpo, ma anche quella dell’anima. E andiamo da quel Medico che può guarirci, che può perdonare i peccati. Gesù è venuto per questo, ha dato la vita per questo”.

17 gennaio 2020, 16:10