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Incontro del Papa promosso dal Banco Alimentare Incontro del Papa promosso dal Banco Alimentare  (Vatican Media)

Al via in Vaticano la Conferenza sullo spreco alimentare

La Pontificia Accademia delle Scienze convoca esperti da tutto il mondo per riflettere sulle soluzioni contro lo spreco del cibo e delle risorse agroalimentari. Il tweet del Papa che accompagna i lavori: "Dobbiamo mettere fine alla cultura dello scarto, noi che preghiamo il Signore di darci il pane quotidiano"

Marco Guerra – Città del Vaticano

Ridurre la quantità di cibo che si perde nei processi di produzione, trasformazione e distribuzione come sancito dagli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile (SDG) indicati dalle Nazioni Unite e, in secondo luogo, superare cultura dello scarto denunciata da Papa Francesco nell’Enciclica "Laudato Si", in ci si chiedono concreti cambiamenti a livello globale.

Lo spreco è una questione morale

Questi sono i temi al centro della Conferenza sulla riduzione dello spreco alimentare, promossa dalla Pontificia Accademia delle Scienze, che si svolge oggi e domani in Vaticano presso la Casina Pio IV. Con questo evento la Santa Sede intente rimarcare che lo spreco e la perdita di cibo sono una questione morale ma anche fenomeni dannosi per il pianeta, a causa delle emissioni di gas serra e dello spreco dell'acqua e dei terreni utilizzati per produrre questi alimenti, che si riflettono soprattutto sulle popolazioni più povere il cui lavoro viene dissipato e i cui mezzi di sostentamento vengono compromessi.

Promuovere soluzioni sostenibili

Uno degli obiettivi dell'Accademia è quello di promuovere il progresso di soluzioni scientifiche, raggiungere comunità diverse ampliando l'alleanza necessaria per affrontare la sfida di perdita e spreco di cibo e fornire raccomandazioni per un'espansione della sicurezza alimentare globale.

Il tweet del Papa

Papa Francesco ha sempre mostrato una particolare sensibilità riguardo a questa sfida e oggi tornato su questo tema con un tweet:

Dobbiamo mettere fine alla cultura dello scarto, noi che preghiamo il Signore di darci il pane quotidiano. Lo spreco alimentare contribuisce alla fame e ai cambiamenti climatici

Il discorso ai banchi alimentari

Significativo anche il discorso del Santo Padre tenuto lo scorso 18 maggio ai membri della Federazione Europea dei banchi alimentari:

Lottare contro la piaga terribile della fame vuol dire anche combattere lo spreco. Lo spreco manifesta disinteresse per le cose e indifferenza per chi ne è privo. Lo spreco è l’espressione più cruda dello scarto. Mi viene in mente quando Gesù, dopo aver distribuito i pani alla folla, chiese di raccogliere i pezzi avanzati perché nulla andasse perduto (cfr Gv 6,12). Raccogliere per ridistribuire, non produrre per disperdere. Scartare cibo significa scartare persone. E oggi è scandaloso non accorgersi di quanto il cibo sia un bene prezioso e di come tanto bene vada a finire male.

Monsignor Sorondo: eliminare lo spreco a tutti i livelli

A presiedere l’apertura dei lavori della Conferenza, che vede la presenza di esperti da tutto il mondo, è monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, cancelliere della Pontificia accademia delle scienze. A Vatican News ha spiegato qual è lo scopo di questo summit:

Ascolta l'intervista monsignor Sorondo

R. - Come ha detto il Papa nel suo tweet, noi chiediamo al Signore che ci dia il pane. E quando chiediamo che dia a tutti il pane - perché noi non diciamo “dai il pane a me” ma “dacci”, a tutti noi - siamo allo stesso tempo impegnati noi a trovare questo pane. E in effetti è così, noi abbiamo tutti un nuovo imperativo morale, di lavorare perché tutti abbiano il pane quotidiano. Ci dobbiamo impegnare di fronte al fatto terribile che oggi viene denunciato da tutte le organizzazioni internazionali dell’alimentazione, cioè il fatto della perdita degli alimenti e allo stesso tempo lo spreco degli alimenti. Sono due cose diverse. La perdita, il deterioramento degli alimenti si produce perché in molti Paesi del mondo non ci sono sufficienti strumenti per conservarli. Lo spreco di alimenti si produce, invece, quando ci sono quantità tali di alimenti che poi non si consumano, per diversi motivi. E’ proprio questo che noi andiamo ad analizzare. Tutto questo davanti a due circostanze terribili. La prima è che sappiamo che 800 milioni di persone non hanno cibo a sufficienza.... altri 800 mila non hanno buoni alimenti.... un terzo dell’umanità è invece sovralimentato, male alimentato perché mangia molto ma mangia male... Quindi oggi siamo ancora di più chiamati, io dico, con un nuovo imperativo morale, a essere consapevoli del problema e a cercare di trovare delle soluzioni.

Quindi uno degli obiettivi dell’Accademia delle Scienze è quello di rilanciare una riflessione su questo tema e anche indicare delle soluzioni?

R. - L’Accademia delle Scienze vuole trovare soluzioni, davanti alla situazione denunciata proprio dalla stessa Accademia e poi dal Papa, con la Laudato si’, della crisi globale, del riscaldamento globale ... La produzione di questi elementi influisce anche nel problema del cambiamento globale e del riscaldamento globale e della migrazione della gente perché se la gente non ha da mangiare migra. Quindi è tutto in relazione. Così come l’Accademia ha denunciato con un nuovo imperativo morale il problema del clima e il problema di nuove forme di schiavitù, adesso vuole fare luce sul problema dell’alimentazione.

Questo discorso rientra nella cultura dello scarto che viene da sempre denunciata da Papa Francesco. Lo scarto è anche lo scarto alimentare, il cibo che viene gettato, che viene lasciato deperire...Si può parlare di cultura dello scarto anche su questo fronte?

R. - Sì, effettivamente, c’è una cultura dello scarto che viene indicata dal Papa, sempre, ma specialmente nell’enciclica Laudato si’, che consiste nel non avere sufficiente consapevolezza dell’importanza degli alimenti e il non avere sufficiente consapevolezza su quanto questo alimento influisce sul bene dell’altro che non può mangiare ma influisce anche sul problema del clima. Oggi ci sono soluzioni, noi non solo vogliamo essere più consapevoli del problema ma anche offrire delle soluzioni. Come ci sono soluzioni al problema del clima con le energie rinnovabili, anche per il tema dell’alimentazione ci sono soluzioni, oggi più che mai, soprattutto per la conservazione dell’acqua, la distribuzione giusta dell’acqua e altre forme che realmente possono evitare questo, sia lo spreco sia la perdita (il deterioramento) degli alimenti.

La catena dello spreco è molto lunga. Ci sono i camion che portano le derrate alimentari, le industrie che lo trasformano e gli animali che sono stati impegnati nella produzione e poi c’è la catena di distribuzione nei supermercati e lo spreco della singola famiglia... C’è una responsabilità a tutti i livelli, la Chiesa può sensibilizzare dal fedele a chi ha responsabilità di amministrazione?

Effettivamente è molto lunga la catena, come hai detto bene, dello spreco, la catena della produzione e distribuzione di alimenti. Tutto questo c’è perché c’è un’accentuazione dell’interesse economico, del guadagno che è quello che osserva il Papa. Perché se mettono una data di scadenza dell’alimento che si può consumare fino a tal giorno, quando invece si può consumare anche per più tempo, lo fanno semplicemente per poterne vendere altri. Così, per semplificare le cose molte volte si complicano e lo spreco aumenta. Perfino nel ristorante, perfino dentro le famiglie. Quindi, così come oggi dobbiamo essere coscienti del problema del clima - il Papa parla di sobrietà del modo di vivere e nel modo di utilizzare l’energia - allo stesso modo dobbiamo avere la stessa sobrietà e la stessa coscienza nel modo di utilizzare questa energia fondamentale che è l’alimento.

11 novembre 2019, 12:47