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Giuseppina Vannini, il "genio femminile" al servizio della Chiesa

Alle sue eredi, santa Giuseppina Vannini canonizzata ieri da Papa Francesco, è stato richiesto di essere le donne che rappresentano la Chiesa accanto agli infermi

Davide Dionisi - Città del Vaticano

Della vicenda umana e pastorale della fondatrice delle Figlie di San Camillo hanno scritto in molti, sollecitati specialmente dalle sue figlie spirituali. Gli autori più acuti hanno scandagliato le acque più profonde del suo animo portando in superficie i tesori meravigliosi.

Sulla scia di San Camillo de Lellis

Santa Giuseppina Vannini, insieme con il beato padre Luigi Tezza, ha istituito una famiglia religiosa femminile in funzione dell’apostolato cristiano nell’ambiente della sanità. Nelle sue intenzioni, questa compagnia di umili e coraggiose testimoni del Vangelo, da lei guidate, doveva costituire una punta di diamante nel settore della pastorale sanitaria. Ogni sorella era istituzionalmente garantita, quanto a solidità spirituale, da una vita eucaristica intensa, mentre era protetta dalle insidie della solitudine operativa missionaria mediante l’appartenenza a una convivenza familiare ordinata. Oggi ne apprezziamo, giorno dopo giorno, la ragione profonda di quella intuizione, tipica del “genio” femminile: e cioè la costituzione di un gruppo di donne cristianamente ispirate e apostolicamente impegnate secondo le linee dettate da San Camillo de Lellis. 

Fondatrice e Madre delle sue Figlie

Madre Vannini è stata elevata agli onori degli altari per le sue illuminazioni profetiche e per  l’intensità e l’ampiezza del suo ministero. Lo è stata, ancor più, per il suo amore straordinario a Dio e per l’ardore apostolico che ha caratterizzato la sua vicenda umana. Ha concepito la Provvidenza divina non come una sorgente dalla quale attendersi tutto passivamente, bensì come una realtà divina con la quale collaborare. Per questo donò tutta se stessa per la causa della evangelizzazione e attuò un programma di azione indefessa che la vide fondatrice prima, e Madre poi, delle sue “amate” Figlie. E proprio a loro ha lasciato un messaggio eloquente e ricco d’insegnamenti. Ed è un messaggio che racchiude in sé un particolare valore proprio perché è il riflesso della sua stessa esistenza e che possiamo riassumere in una parola: Amore.

Donne che rappresentano la Chiesa accanto al malato

Alle sue eredi è stato richiesto di essere le donne  che rappresentano la Chiesa accanto agli infermi, le donne che attualizzano il Vangelo nei momenti in cui la delicata situazione di infermità predispone a cercare Dio. E in questo la Santa Vannini ha anticipato i tempi perché come Lei stessa ha testimoniato"...misteriosa forza entrò in me e mi rese in tutto disposta...tutto vince l'amore di Cristo: la fatica è riposo, la croce è sollievo".

San Giovanni Paolo II: "Un carisma speciale"

"...Servire i sofferenti: ecco lo speciale carisma di Giuseppina Vannini... Essere tutta di Dio, amato ed onorato in chi è nel bisogno, fu la sua costante preoccupazione tradotta in una carità quotidiana senza confini accanto agli infermi, sulle orme del grande Apostolo degli ammalati, S. Camillo de Lellis...". Era il 16 ottobre 1994 quando San Giovanni Paolo II, pronunciò queste parole durante la Liturgia di beatificazione. Papa Wojtyla volle così esprimere in modo autentico e inequivocabile quello spirito di servizio che caratterizzò ogni momento della vita della Fondatrice e che nel tempo ha costituto un modello di riferimento per tutti coloro che operano nel delicato campo dell'assistenza ai malati.

Le dure prove

Ben poche anime nel loro cammino vocazionale hanno risposto alla chiamata del Signore come Madre Giuseppina Vannini. Ciò che meraviglia, nello scorrere le pagine della sua vita, è che questa anima, colma di spiritualità, sia riuscita a conoscere, attraverso le prove più dure, l'amore di Dio, cui si è abbandonata con umiltà e con profonda fede. Le sue parole ed il suo operato costituiscono ancora oggi, non solo per le Figlie di San Camillo, un sicuro punto di riferimento. Nelle più sconcertanti vicende del mondo, negli avvenimenti più oscuri della nostra esistenza quell'insegnamento e quell'esempio rappresentano un prezioso viatico, una luce per scoprire la presenza di Dio.

Ascolta l'intervista alla postulatrice suor Maria Bernadette Rossoni

Un esempio attuale

Quella della Beata Vannini è la più valida ed emozionante rivelazione della sua religione e del suo ideale. Di fronte al suo modo di vivere, al criterio con cui ha coordinato le sue scelte e ha fissato i suoi obiettivi; di fronte alla tenacia, alle rinunce, all’unità e alla coerenza della sua condotta, chi la osserva scopre un profondo convincimento ed una intensa passione. Nella Fondatrice, Dio viene glorificato; la Chiesa non cessa di generare Figlie che diffondono i suoi insegnamenti mediante una testimonianza concreta. Le sue gesta verso i poveri e gli ammalati furono tanto feconde, proprio perché intese la sua esistenza un totale servizio, in uno svuotamento di sé senza limiti, rivivendo giorno per giorno l’opera di San Camillo. Sotto questo profilo si tratta di un esempio  attualissimo, perché, con la sua vita, ci indica la strada della fecondità. Davanti a questa straordinaria figura ogni sentimento è possibile, eccetto l’indifferenza.

14 ottobre 2019, 10:47