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Concistoro: le voci, l’emozione, l'impegno dei cardinali designati

Incontro in Sala Stampa Vaticana tra i giornalisti e alcuni cardinali designati che sabato 5 ottobre alle 16 nella Basilica di San Pietro riceveranno la berretta rossa. Dai migranti al dialogo interreligioso, dall’imminente Sinodo all’unità dei cristiani, un unico denominatore comune: essere pronti a dare la vita

Cecilia Seppia - Città del Vaticano

E’ passato un mese da quando Papa Francesco dalla finestra dell’Angelus annunciava il Concistoro per la creazione di 10 nuovi cardinali elettori e 3 non elettori, provenienti da varie parti del mondo, distintisi per la loro vocazione missionaria e per il loro servizio umile e prezioso nella Chiesa. L’ annuncio del Pontefice suscitava gioia e commozione nei cuori, la stessa che ancora si legge negli occhi di questi uomini che tra 48 ore indosseranno la porpora, simbolo per antonomasia della testimonianza e della donazione fino al martirio. In un incontro svoltosi questo pomeriggio nella Sala Stampa della Santa Sede, i cardinali designati hanno condiviso con i giornalisti delle più importanti testate, l’emozione dell’attesa ma anche la consapevolezza di essere chiamati a donare la vita. Di questo è convinto monsignor Miguel Ángel Ayuso Guixot, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, il primo cardinale originario della città di Siviglia dopo 200 anni.

“Il dialogo interreligioso - spiega mons. Ayuso a Vatican News, non è solo un impegno, ma una priorità dalla quale dipende il nostro futuro. Devo essere riconoscente al Papa per l’impulso che sta dando al dialogo fin dall’inizio del suo pontificato e anche con il recente Documento sulla Fratellanza Umana, bussola su cui siamo chiamati ad orientare il cammino”, firmato dal Pontefice stesso e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmad al-Tayyib, durante il viaggio apostolico di Francesco negli Emirati Arabi Uniti. “Promuovere una fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune - aggiunge - è compito della Chiesa ma anche di tutta l’umanità”.

Ascolta l'intervista a mons. Miguel Ayuso Guixot

Continuerà a lavorare nel Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, padre Michael Czerny, oggi sotto-segretario della Sezione Migranti e Rifugiati. “Vogliamo appoggiare il più possibile con il lavoro del Dicastero, le Chiese locali, la Chiesa diocesana di ogni città e regione per rispondere come Papa Francesco ci ha insegnato nei confronti dei migranti e dei più vulnerabili e cioè accogliendo, proteggendo, promuovendo ed integrando quanti arrivano dopo fughe disperate”. A proposito del Sinodo sull’Amazzonia, padre Czerny, che entra nell’assise da cardinale e da segretario speciale, invoca la sorpresa e il consiglio dello Spirito Santo affinché possa aiutare i vescovi e il mondo intero a scoprire la volontà di Dio e a trovare soluzioni anche per il “Polmone del Pianeta”.

Ascolta l'intervista a p. Michael Czerny

Monsignor Michael Louis Fitzgerald, arcivescovo Titolare di Nepte, nell’odierna Tunisia, 82 anni, non potrà votare nel Collegio Cardinalizio per raggiunti limiti di età, ma nota con stupore la fratellanza e l’unità che si è generata tra i cardinali nominati da Francesco. “Sono felice di condividere questa porpora con i miei confratelli e con tutto il Popolo di Dio”, afferma, mentre pensando al Sinodo, scherza: “Noi siamo i cardinali amazzonici! E’ così… Spero che questa sinodalità, tanto cara al Papa ci aiuterà a dialogare, a riflettere, a prendere in considerazione la voce di popolazioni che normalmente non hanno voce”. Nunzio apostolico in Egitto dal 2006 al 2012, mons. Fitzgerald pensa ai tanti cristiani martiri, perseguitati, in quelle terre dove spesso l’unico modo per avere salva la vita, è rinnegare la propria fede: “Eppure – afferma – ci sono più martiri oggi che all’inizio del cristianesimo. Ci sono martiri in Egitto, ci sono confratelli uccisi in odio alla fede anche in Algeria, penso a quelli beatificati lo scorso 8 dicembre. Essere uccisi in certi luoghi del mondo può essere un fatto accidentale ma si diventa martiri quando si viene uccisi per aver testimoniato la propria fede per tutta la vita, senza averla mai rinnegata. E' da loro che dobbiamo prendere esempio”.

Ascolta l'intervista a mons. Michael Louis Fitzgerald
03 ottobre 2019, 17:28