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Visita di una delegazione cattolica alle opere caritatevoli del Patriarcato di Mosca

Nei giorni scorsi a Mosca la visita di una delegazione cattolica ad alcune realtà del Patriarcato di Mosca dedicate alle persone in difficoltà. Per padre Destivelle, rappresentante del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, la carità è un terreno su cui cooperare

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

“Il modo migliore per avvicinarci”: così una nota del Patriarcato Ortodosso di Mosca riporta le dichiarazioni di padre Hyacinthe Destivelle, responsabile della sezione orientale del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, che ha preso parte ad una visita svoltasi il 26 agosto scorso al dipartimento del Patriarcato dedicato alla beneficienza e ai servizi sociali.

Carità, campo di cooperazione

“Ogni volta che vengo qui – ha spiegato padre Destivelle - sono colpito dalla velocità con cui tutto si sviluppa e del successo ottenuto in così poco tempo. Spero che collaboreremo perché la carità è un campo di cooperazione tra le nostre Chiese”. Il reverendo Alexander Aleshin, vicedirettore del Dipartimento sinodale per la carità, ha illustrato nel corso della visita la metodologia di lavoro e le aree di intervento, spiegando che inizialmente si interviene sulle problematiche della persona e poi si entra in un programma dove si agisce a vari livelli.

Coordinamento e formazione

Il Dipartimento offre un costante aggiornamento per i dirigenti e gli operatori attraverso libri, sussidi, incontri e riunioni per costruire in altre regioni il servizio sociale della Chiesa. Dal 2011, il Dipartimento sinodale ha condotto 8 corsi di formazione semestrali online e oltre 140 corsi di formazione per assistenti sociali parrocchiali e rappresentanti dei dipartimenti di servizio sociale diocesano. In totale, oltre 2500 persone sono state formate, lanciati oltre 1600 nuovi progetti. Importante anche il contributo alla realizzazione di iniziative legislative riguardanti alcune emergenze sociali.

Il lavoro sui senzatetto

La delegazione cattolica romana ha visitato anche l’”Hangar of Salvation”. Parlando di come si sta lavorando con i senzatetto, Irina Meshkova, responsabile del servizio, ha spiegato che all’inizio la formazione per un approccio corretto a chi è in strada è stata fatta in Europa e anche in Italia. Ora è stato messo a punto un modello che mette insieme il lavoro di assistenti sociali, psicologi, specialisti in dipendenze e sacerdoti. “Il compito dei nostri progetti – ha detto - è garantire a una persona la possibilità di uscire dalla difficile situazione”. La delegazione ha anche visitato “House for Mom”, un centro per donne e bambini, a metà 2019 sono stati aperti 63 asili grazie alla partecipazione della Chiesa.

30 agosto 2019, 12:41