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Ospedale Bambino Gesù: arrivati 4 piccoli pazienti dal Venezuela

Sono arrivati ieri al Bambino Gesù di Roma, accompagnati dalla Croce Rossa Internazionale, i primi 4 minori dal Venezuela con gravi patologie che verranno assistiti in via umanitaria dall’Ospedale pediatrico. La crisi politica che attraversa il Venezuela si ripercuote pesantemente sul sistema sanitario locale

Roberto Piermarini - Città del Vaticano

I quattro bambini giunti al Bambino Gesù sono 3 adolescenti tra i 13 e i 17 anni e una bambina di 10 anni, tutti affetti da patologie oncologiche, che saranno sottoposti agli approfondimenti e alle cure necessarie. I minori, che hanno lasciato il Venezuela con un visto sanitario rilasciato dall’Ambasciata Italiana, sono partiti da Caracas martedì scorso, accompagnati da un genitore ciascuno e da due infermiere volontarie della Croce Rossa Internazionale. Fatto scalo a Parigi, sono arrivati a Fiumicino nella tarda mattinata di ieri. I mezzi della Croce rossa li hanno quindi trasferiti al Dipartimento di Emergenza e Accettazione del Bambino Gesù per una prima valutazione clinica. Per tre pazienti è stato disposto il ricovero in ospedale. Il quarto, insieme al genitore, alloggerà in una delle case famiglia che il Bambino Gesù mette a disposizione dei pazienti lungodegenti che vengono da lontano.

La crisi del sistema sanitario venezuelano

Secondo esperti dei diritti umani dell'Onu e della Commissione interamericana dei diritti umani dell'Osa, la crisi politica venezuelana si sta ripercuotendo sul sistema sanitario venezuelano: molti bambini sono morti in ospedale per la scarsa igiene, e altri minori per malnutrizione. "Abbiamo raggiunto un punto di crisi in Venezuela", hanno affermato esperti dell'Alto commissariato Onu per i diritti umani. "L'accesso all'assistenza sanitaria, una responsabilità fondamentale dello Stato, è in serio stato di decadenza. È scioccante che gli ospedali stessi siano diventati un luogo in cui le vite delle persone vengono messe a rischio".

La carenza sanitaria colpisce bambini ed anziani

Almeno 16 bambini, tutti di età inferiore ai cinque anni, sono morti nell'ospedale universitario di pediatria Dr. Zubillaga nello Stato di Lara solo nel 2018, a causa di infezioni causate da scarsa igiene. Ci sono state anche segnalazioni di decessi di minori in altri ospedali a causa di malnutrizione, infezioni respiratorie acute, diarrea acuta e altre condizioni di salute. "Siamo profondamente preoccupati per il fatto che i bambini in Venezuela muoiano per cause prevenibili legate al deterioramento delle strutture sanitarie, alla carenza di forniture sanitarie e medicinali e alla mancanza di efficaci misure igieniche e sanitarie", hanno affermato gli esperti Onu. Esperti che hanno anche segnalato la situazione delle persone anziane, per la quale sono "estremamente preoccupati dai risultati di uno studio che segnala che gli anziani perdono in media 16 chilogrammi l'anno a causa della mancanza di cibo nello stato di Miranda". I dati mostrano anche che c'è una mancanza dell'80% delle medicine necessarie per trattare pressione alta e livelli elevati di zuccheri, due delle condizioni di salute più comuni per le persone anziane.

La crisi sanitaria ha alimentato l’esodo dei venezuelani

Secondo Amnesty Internazional le gravi violazioni del diritto alla salute e le difficoltà di avere accesso al cibo e ad altre forniture essenziali non solo stanno mettendo a rischio la vita di migliaia di venezuelani ma hanno alimentato una crisi migratoria di dimensione regionale. Le persone fuggono da una situazione agonizzante che ha trasformato patologie trattabili in questioni di vita o di morte. I servizi sanitari di base sono al collasso e trovare farmaci essenziali è una lotta costante: a migliaia di persone non resta che cercare cure mediche all'estero. Sempre secondo le organizzazioni locali per i diritti umani, in Venezuela c'è carenza dall'80 al 90% delle forniture di medicinali, la metà degli ospedali non è operativa e c'è stato un calo del 50% del numero del personale medico nei presidi sanitari pubblici, che forniscono il 90% delle prestazioni sanitarie.
 

23 maggio 2019, 14:30