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Papa Francesco e il cardinale Marc Ouellet Papa Francesco e il cardinale Marc Ouellet  (Vatican Media)

Card. Ouellet: Papa Francesco e il pontificato della speranza

Intervista di ampio respiro del cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi, tra le pagine de L’Osservatore Romano. La nostra sintesi

Barbara Castelli – Città del Vaticano

I tratti distintivi del pontificato di Papa Francesco, il ruolo della donna nella Chiesa, l’attenzione ai poveri e agli ultimi, la missione del vescovo. Sono questi alcuni dei temi al centro dell’intervista che il cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi, ha concesso a L’Osservatore Romano. Sollecitato dalle domande di Nicola Gori, il porporato parla anzitutto della plenaria della Pontificia commissione per l’America Latina, svoltasi tra il 6 e il 9 marzo 2018, sul tema: “La donna, pilastro nell’edificazione della Chiesa e della società in America Latina”.

Valorizzare le donne nella Chiesa

Il prefetto della Congregazione per i vescovi ricorda la quattro giorni come “uno dei momenti più belli dell’anno”, durante i quali ha “maturato ulteriormente” il suo “atteggiamento di fronte alla questione della promozione della donna”. Il tema dell’appuntamento è stato scelto dallo stesso Pontefice, a partire “della situazione generale della donna in diversi contesti geografici e sociali, in particolare in America latina”: “spesso è lasciata sola nell’educazione dei figli”, “è sfruttata, è maltrattata in molti modi” e subisce “una cultura maschilista che può trasformarsi in violenza nei confronti delle donne”. Valorizzare i suoi “specifici carismi” non vuol dire, precisa il porporato, “affidare alle donne funzioni ‘clericali’ o ministeriali”, quanto piuttosto “procedere più speditamente sulla strada dell’integrazione”, “in ruoli di consultazione e di direzione nell’ambito delle diocesi, delle curie locali e della Curia romana”. Non prendere atto della “trasformazione avvenuta nella società” e dei “progressi” degli ultimi cinquanta anni rappresenterebbe un “fallimento” per la Chiesa, che è già “in ritardo” in questo orizzonte.

L’America Latina, serbatoio di speranza

Papa Francesco proviene dal continente latinoamericano, “una riserva di speranza per il mondo”, che esprime “unità di cultura, di fede e di popolo”. E tutto questo si riverbera nel pontificato in modo “provvidenziale”: “l’impronta mariana, il ruolo dei poveri, il senso teologico del popolo”. “Tutti questi elementi insieme costituiscono un messaggio – rimarca il cardinale Marc Ouellet – in particolare per l’Europa”, che dovrebbe superare “la tentazione di chiudere le porte”, soprattutto alla luce della sua “preoccupante stagione di inverno demografico”.

La carità rinvigorisce la fede

Mettendo a fuoco ulteriormente come il magistero del Pontefice “sia ispirato a un profondo senso di giustizia e di misericordia, unito alla carità”, il prefetto della Congregazione per i vescovi sottolinea che “dimenticarsi dei poveri significa dimenticarsi del Vangelo”. “Il Pontefice – insiste – è consapevole che l’Europa potrebbe ritrovare la vitalità della sua fede se si aprisse di più allo straniero e al povero”. “Possiamo banalizzare tutto dando delle etichette, ma in fondo si tratta dell’amore cristiano che diventa cultura e cerca di rivitalizzare la società umana”.

L’identikit del vescovo

L’intervista si conclude con i tratti peculiari che dovrebbe avere il vescovo, secondo il pensiero di Papa Francesco: “testimone del risorto”, “apostolo di misericordia”, “maestro del discernimento”. “Il vescovo deve essere al servizio dei sacerdoti, della Chiesa nel suo insieme, del popolo – conclude il cardinale canadese Marc Ouellet – la Chiesa evangelizza se dà testimonianza della gioia, se crede al Risorto e ne fa esperienza. L’identikit del vescovo è questo. In altre parole, è un uomo di Dio che è vicino, paterno, presente. Ed è tutto a tutti”.

16 gennaio 2019, 12:09