Versione Beta

Cerca

Vatican News

Card. Becciu: la gente ha paura perché è in crisi il senso della vita

Il cardinale Becciu, intervenendo alla presentazione di un libro, ha sottolineato che la paura della gente si sconfigge con la cultura dell’incontro. La cruciale questione delle migrazioni, ha aggiunto, si gioca in Africa.

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

“La gente ha paura”. Il mondo globale è divenuto troppo grande, senza Stati regolatori, e “la gente si sente esposta e carente di protezione”. “C’è paura dell’altro, del vicino ma soprattutto del lontano che si avvicina troppo”. E’ quanto ha affermato il cardinale Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi intervenendo ieri a Roma alla presentazione del libro di Marco Minniti, edito da Rizzoli e intitolato: "Sicurezza è libertà. Terrorismo e immigrazione: contro la fabbrica della paura". Alla presentazione sono intervenuti, oltre al card. Becciu, la giornalista Lucia Annunziata (direttore di Huffington Post Italia), Gianni Letta (presidente dell'Associazione Civita), Walter Veltroni (giornalista, scrittore e regista) e Marco Minniti (deputato del Partito Democratico).

Poveri di ideali e più indifesi

“Abbiamo paura – ha detto il porporato – nonostante la sicurezza sia aumentata rispetto alle generazioni che ci hanno preceduto”. Le motivazioni di questa paura, ha affermato il cardinale Becciu, sono molteplici e profonde. C’è la questione del lavoro, l’incertezza del futuro ma soprattutto c’è “la crisi del senso della vita”. “Le nostre società – ha detto – sono spesso prive di senso della vita”: le persone sono “svuotate di idealità” e “ripiegate su se stesse”. “L’Italia in cui siamo cresciuti - ha ricordato il card. Becciu - era un Paese più povero ma pieno di idealità”. Oggi in una società più ricca, ha sottolineato il porporato, siamo più poveri di ideali e quindi più indifesi.

Dialogare con le paure

Il card. Becciu ha poi affermato che tutti siamo chiamati a dialogare con le paure e le domande di senso della gente. “Papa Francesco nell’Esortazione apostolica Evangelii Gaudium - ha ricordato - ci ha richiamato ad uscire dai recinti ecclesiastici e dalle nostre istituzioni per incontrare la gente”. Per gli uomini e le donne di Chiesa, ha spiegato il porporato, conoscere la gente significa dare risposte a domande esistenziali. Il mondo delle politica, ha aggiunto, deve invece dare risposte alle esigenze fondamentali della vita, quelle che riguardano il lavoro, l’istruzione, la sanità.

L’Africa e le migrazioni

Sulla questione delle migrazioni, il card. Becciu ha inoltre sottolineato che i passi dell’accoglienza e dell’integrazione si devono accompagnare ad un adeguato impegno in Africa. Le migrazioni, ha detto, sono un “movimento epocale che non si fermerà”, ma si potrà regolare solo se si agisce nei Paesi di partenza dei migranti. La questione migratoria, ha spiegato, si gioca in Africa. E’ positiva, ha affermato il porporato, l’idea di Minniti, condivisa da altri politici europei, di investimenti e non di aiuti per i Paesi africani. Solo in questo modo, ha rimarcato il card. Becciu, sarà possibile dare lavoro ai giovani africani.

Il viaggio di Papa Francesco a Bangui

Durante la presentazione del volume, il prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha infine ricordato la preziosa collaborazione con lo Stato italiano e in particolare in occasione del viaggio apostolico nel 2015 di Papa Francesco nella Repubblica Centrafricana. Marco Minniti, all’epoca era sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri e il cardinale Becciu era Sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato. Il Paese africano era scosso da violenze e si temeva che la visita del Pontefice potesse essere cancellata.  In una riunione alla vigilia del viaggio - ha ricordato il porporato - sono arrivate le necessarie garanzie da Bangui e il Papa, ha aggiunto il card. Becciu, è partito per la Repubblica Centrafricana. 

Photogallery

Presentazione del libro "Sicurezza e libertà"
07 novembre 2018, 13:28