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Un'immagine dei lavori del Sinodo dei vescovi Un'immagine dei lavori del Sinodo dei vescovi  (Vatican Media)

Famiglia, globalizzazione, migrazioni: le sfide dei giovani del Guatemala

I giovani del Guatemala stanno riscoprendo la fede. Lo afferma mons. Boffelli, vescovo di Quiché, presente al Sinodo. Nella mia diocesi, spiega, in un anno abbiamo avuto 60 nuovi battezzati. Per noi è un successo

Federico Piana - Città del Vaticano

La buona notizia arriva alla fine dell’intervista. Quando il vescovo di Quiché, in Guatemala, mons. Rosolino Binanchetti Boffelli, spiega con naturalezza che la maggioranza dei giovani del Paese dell’America Centrale “è vicino alla Chiesa e partecipa con regolarità ai sacramenti, soprattutto quelli dell’iniziazione cristiana”.

Il ritorno alla fede di tanti giovani

Mons. Boffelli partecipa al Sinodo e sa bene, per aver ascoltato testimonianze dirette, che in molte altre parti del mondo la situazione non è così rosea. E se si pensa che il Guatemala è uscito solo nel 1996 da una terribile guerra civile durata 36 anni, durante la quale i militari al potere tentavano di contrastare la Chiesa con ogni mezzo, lo stupore aumenta. “Pensi – aggiunge il vescovo di Quichè - nella mia diocesi quest’anno ho battezzato 60 giovani ritornati alla fede cattolica”.

I giovani discendenti dei Maya vogliono essere ascoltati

Ed è proprio dal Sinodo che questi giovani, discendenti del popolo Maya, vogliono essere ascoltati. Portano ai Padri sinodali il timore di essere stritolati dalla globalizzazione che minaccia di cancellare con l’omologazione la loro antica cultura locale. Ma portano in dote anche l’amore mai messo in dubbio per la famiglia e i valori morali. Cosa ormai non scontata. Conferma mons. Boffelli: “E’ vero, nel loro cuore custodiscono la cultura dei valori. Nel mondo indigeno Maya la famiglia è vista in senso molto allargato: papà, mamma, fratelli, zii, cugini. I legami sono ancora forti e questo avvantaggia la trasmissione della fede”. Però se la globalizzazione sregolata non farà un passo indietro ci sarà il rischio che tutto questo venga modificato in peggio. Boffelli ha una certezza: di questo il Sinodo se ne sta già occupando.

Migrazioni, un'altra grande sfida

Al Sinodo, i giovani guatemaltechi portano un’altra sfida: quella delle migrazioni. Il loro Paese non è solo crocevia di maree di popoli che si spostano, attraversandolo, in cerca di migliore fortuna. Esso stesso è generatore di pezzi di gioventù che abbandonano la propria terra per sopravvivere. Le destinazioni più gettonate sono Stati Uniti e Canada, racconta mons. Boffelli: “Qui formano comunità cristiane molto forti anche se il loro inserimento non è sempre facile. Mantengono stretti rapporti con i parenti e gli amici che sono rimasti in Guatemala e molto spesso inviano denaro per aiutarli. Insomma, quello delle migrazioni è un problema sentito e loro desiderano che la Chiesa se ne occupi concretamente”.

Ascolta l'intervista a mons. Boffelli
21 ottobre 2018, 09:05