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Sinodo: la Chiesa sia casa dei giovani

Con la terza congregazione sono proseguiti nel pomeriggio di giovedì i lavori della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema de “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. L’attenzione dell’aula è stata ancora concentrata sulla prima parte dell’Instrumentum Laboris dedicata al tema dell’ascolto. 20 gli interventi in aula, seguiti dal dibattito libero

Paolo Ondarza – Città del Vaticano

I giovani non siano solo oggetto, ma soggetto dell’annuncio del Vangelo. E’ l’auspicio che si è levato questo pomeriggio dall’Aula del Sinodo. L’idea è quella di un rinnovato protagonismo missionario nella Chiesa, nel sociale e in politica perché le nuove generazioni siano lievito e luce del mondo, artefici di pace e di una civiltà dell’amore.

La Chiesa, casa e Madre dei giovani

Madre e casa, empatica e in ascolto, voce di chi non ha voce. La Chiesa è chiamata a diventare questo, soprattutto per quanti provengono da situazioni difficili, pietre scartate che grazie all’annuncio della Buona Notizia possono diventare “testate d’angolo” nell’edificazione di un mondo migliore. Il pensiero è andato ai giovani ex-bambini soldato, a quelli provenienti da famiglie spezzate o colpiti da dipendenze, disoccupazione, corruzione, tratta; ma anche ai tanti immigrati, come chi, dopo la laurea, lascia il Paese di origine in cerca di una vita migliore e finisce per perdere le radici, allontanarsi dalla fede e non mettere a frutto i talenti ricevuti.

Salvare l’entusiasmo dei giovani

Il consumismo in Occidente – hanno rilevato i padri sinodali – rischia di spegnere l’entusiasmo dei giovani. Essi sono spesso disorientati, senza sogni e senza fede anche a causa di nuove ideologie come il gender o il liberalismo esasperato. Occorre parlare con coraggio della bellezza della proposta cristiana sulla sessualità, senza tabù: prestare attenzione a tanti che oggi non riescono a vivere la castità durante il fidanzamento. Alcuni padri ammettono: la maggior parte delle comunità parrocchiali non è adeguata alle attese dei giovani che spesso dopo la cresima si allontanano. Per questo motivo è urgente una rinnovata pastorale capace di ascoltare e far proprio lo sguardo amorevole di Cristo, ma anche di parlare il linguaggio giovanile, a partire da quello digitale.

I giovani ritrovino fiducia nella Chiesa

I giovani – osservano i vescovi – aiutano gli adulti a “collocarsi” nel presente e attendono dalla Chiesa un segno profetico di comunione in un mondo lacerato. Essi sono il cuore missionario della Chiesa. Da qui la proposta di creare un Pontificio consiglio loro dedicato. I partecipanti ai lavori hanno anche messo in luce la richiesta di un rinnovamento spirituale emersa dai questionari preparatori del Sinodo. Occorre aiutare i futuri adulti a ritrovare fiducia nei sacerdoti soprattutto in un momento in cui la credibilità è messa a dura prova dallo scandalo degli abusi. L’augurio espresso è che il Sinodo possa fornire a riguardo risposte pastorali concrete.

Rilanciare la liturgia e la preghiera sulle orme dei santi

Importante infine rilanciare la catechesi e la liturgia che, insieme alla devozione popolare – è stato sottolineato – in contesti di persecuzione ha salvaguardato la fede di molti cristiani. Per non cedere alla tentazione dell’attivismo, occorre sottolineare ed indicare ai giovani l’importanza della preghiera, ma è indispensabile anche che la Chiesa preghi per i giovani e la loro vocazione. Spesso infatti la dimensione del silenzio e della contemplazione è anelata e, quando non viene trovata nella Chiesa, viene cercata altrove. Secondo il Sinodo è necessario un accompagnamento spirituale che mostri i valori eterni che portano alla vera felicità in una proposta evangelica che rispetti i tempi di maturazione di ciascuno. A questo proposito, hanno evidenziato i presuli, i tanti santi di cui è ricca la storia restano modelli attualissimi.

04 ottobre 2018, 20:13