Cerca

Vatican News
Mons. Bernardito Auza Mons. Bernardito Auza all'Onu 

Santa Sede all'Onu: per i diritti del bambino sostegno alla famiglia

Intervenendo alla sessione Onu su “Promozione e protezione dei diritti dei bambini” mons. Auza ribadisce il ruolo insostituibile della famiglia per la crescita dei figli e il diritto dei genitori ad educarli secondo i loro valori religiosi e culturali. Il dramma dei bambini dei migranti. Appello a spezzare la rete di abusi sui minori

Roberto Piermarini - Città del Vaticano

“I bambini sono la gioia della famiglia e della società. Ogni bambino è un dono, unico e insostituibile”. Così mons. Bernadito Auza, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Onu, nella sessione su “Promozione e protezione dei diritti dei bambini” che si è conclusa ieri al Palazzo di Vetro. “La Santa Sede – ha detto - considera la Convenzione sui diritti del fanciullo uno "strumento importante volto a proteggere i diritti e gli interessi dei bambini”, in quanto costituisce una dichiarazione di priorità e di obblighi “affinché nessun bambino sia lasciato senza una garanzia giuridica dei suoi diritti fondamentali”.

Ruolo insostituibile della famiglia per la crescita dei figli

La Santa Sede – ha sottolineato mons. Auza – “attribuisce un significato particolare al riconoscimento, da parte della Convenzione, del ruolo insostituibile della famiglia nel favorire la crescita e il benessere dei suoi membri. La famiglia è la prima e vitale cellula della società per il suo servizio alla vita, il suo ruolo unico nell'educazione dei suoi membri e nello sviluppo di un tessuto sociale sano e fiorente. La famiglia è il luogo in cui una nuova vita non solo nasce, ma viene accolta. I genitori hanno la responsabilità primaria e primaria di proteggerla e accudirla in tutte le fasi della sua crescita. Il benessere dei bambini, quindi, dipende in larga misura dalle misure adottate dagli Stati per sostenere le famiglie nello svolgimento delle loro naturali funzioni vitali e formative. Allo stesso tempo – ha sostenuto il rappresenta della Santa Sede all’Onu - gli Stati dovrebbero svolgere un ruolo sussidiario perché, come ha detto Papa Francesco all'Assemblea Generale nel 2015, "non si possono imporre lo sviluppo umano integrale e il pieno esercizio della dignità umana. Essi devono essere costruiti e lasciati sviluppare per ogni singolo individuo, per ogni famiglia, in comunione con gli altri e in un giusto rapporto con tutti gli ambiti in cui si sviluppa la vita sociale".

Diritto dei genitori a educare i propri figli secondo i loro valori religiosi e culturali

“Gli Stati – ha osservato mons. Auza - hanno il dovere di promuovere una cultura che permetta ai bambini di godere del diritto all'istruzione e di scoprire il loro ruolo e le loro responsabilità all'interno della famiglia e della comunità. Questo non può essere fatto senza il riconoscimento del diritto inalienabile dei genitori di educare i propri figli secondo i loro valori religiosi e culturali, soprattutto nelle aree in cui è in gioco la dignità della persona”.

I bambini dei migranti sono spesso dimenticati o ignorati

“Milioni di bambini di ogni età, razza e cultura, a prescindere dallo status socioeconomico o geografico, - ha affermato - sono vittime di varie forme di violenza, maltrattamenti, sfruttamento e abusi. Non si deve risparmiare alcuno sforzo per creare una cultura in grado di proteggere i giovani e le persone vulnerabili. I bambini dei migranti, in particolare, sono spesso dimenticati o ignorati. Come ha sottolineato Papa Francesco: "Tra i migranti, i bambini costituiscono il gruppo più vulnerabile, perché, affrontando la vita davanti a loro, sono invisibili e senza voce: la loro situazione precaria li priva di documentazione, nascondendoli agli occhi del mondo; l'assenza di adulti che li accompagnino impedisce che la loro voce venga ascoltata. In questo modo, i bambini migranti finiscono facilmente ai più bassi livelli di degrado umano, dove l'illegalità e la violenza distruggono il futuro di troppi innocenti, mentre la rete di abusi sui minori è difficile da spezzare".

I bambini rappresentano sia la fragilità che la speranza

“La promozione e la tutela dei diritti dei bambini – ha concluso mons. Auza - è una delle maggiori sfide sociali contemporanee e dovrebbe rimanere al centro della nostra attenzione. Il futuro dipende dai bambini e da come li prepariamo all'età adulta. Solo individuando saldamente lo sviluppo integrale dei bambini all'interno della famiglia, come riconosce così saggiamente la Convenzione sui diritti del fanciullo, possiamo costruire la speranza per il futuro e garantire l'armonia tra le generazioni. I bambini sono la gioia della famiglia e della società. Ogni bambino è un dono, unico e insostituibile”.
 

12 ottobre 2018, 10:21