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Cattolici pregano davanti alla Basilica di Nostra Signora de Sheshan a Shanghai Cattolici pregano davanti alla Basilica di Nostra Signora de Sheshan a Shanghai 

Accordo Santa Sede-Repubblica Popolare Cinese frutto di un cammino

Il dialogo con la Repubblica Popolare Cinese è iniziato con San Giovanni Paolo II con colloqui confidenziali, è proseguito con Benedetto XVI e ora Papa Francesco intende continuare in questo impegno

L’Accordo Provvisorio sulla nomina dei Vescovi firmato oggi a Pechino dalla Santa Sede e dalla Repubblica Popolare Cinese è frutto di un lungo cammino iniziato con San Giovanni Paolo II. Durante questo Pontificato si sono stabiliti contatti istituzionali con le Autorità cinesi, nel contesto dell’apertura della Cina al mondo esterno.

In questo periodo vengono avviati colloqui confidenziali. La Santa Sede conduce il dialogo manifestando un atteggiamento rispettoso verso il Governo cinese e cercando di chiarire, al di là di ogni malinteso passato o presente, la natura e la missione religiosa della Chiesa cattolica e la finalità dell’operato della Santa Sede a livello internazionale.

Nel Messaggio al Convegno su Matteo Ricci del 24 ottobre 2001, San Giovanni Paolo II afferma: “Non è un mistero per nessuno che la Santa Sede, a nome dell’intera Chiesa cattolica è – credo – a vantaggio di tutta l’umanità, auspica l’apertura di uno spazio di dialogo con le autorità della Repubblica popolare cinese, in cui, superate le incomprensioni del passato, si possa lavorare insieme per il bene del popolo cinese e per la pace nel mondo”.

Sulla stessa linea, Benedetto XVI nella Lettera alla Chiesa in Cina del 2007 riafferma che la Santa Sede è aperta a un dialogo con le autorità della Repubblica popolare cinese, e auspica “di vedere presto instaurate vie concrete di comunicazione e di collaborazione tra la Santa Sede e la Repubblica popolare cinese”, poiché “l’amicizia si nutre di contatti, di condivisione di sentimenti nelle situazioni liete e tristi, di solidarietà, di scambio di aiuto” (n. 4). Senza mai dimenticare, da un lato - sottolineava - la bussola della fede e della saggezza pastorale e, dall’altro, l’umile cognizione della complessità delle questioni in campo, si deve cercare la soluzione dei problemi ecclesiali superando le tensioni esistenti con le legittime autorità civili.

In questa linea continua di azione e di magistero pontificio, Papa Francesco desidera proseguire nell’impegno del dialogo e ha promosso e sostenuto il dialogo ufficiale col Governo cinese. In un’intervista rilasciata ad “Asia Times” nel febbraio 2016, Papa Francesco afferma: “Per me, la Cina è sempre stata un punto di riferimento di grandezza, un grande Paese, una grande cultura con una saggezza inesauribile”. E aveva aggiunto: “Il vero equilibro della pace si realizza attraverso il dialogo, dialogo che non significa scendere a compromessi, ma camminare insieme per costruire”.

22 settembre 2018, 12:10