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Mons. Petrocchi: cardinale per i bisogni di una città ferita

L’arcivescovo de L’Aquila, colpita da un violento terremoto nel 2009, sottolinea che la sua nomina “è un segno di predilezione di Papa Francesco per le periferie. Serve una carità attenta ad intercettare anche le domande non espresse di chi ha fratture nell’anima”

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Monsignor Petrocchi, cosa significa per la sua diocesi, L’ Aquila, che non è sede cardinalizia, questa porpora?

R. - E’ un segno di attenzione, io direi anche di predilezione del Papa, che proprio alle periferie dedica un amore specialissimo di padre. L’Aquila è una città che ha le ferite ancora visibili del terremoto, un evento che ha determinato fratture, non soltanto nell’ambito murario, quindi degli edifici, ma anche nell’anima delle persone. Quindi la carità deve essere attenta a intercettare le domande profonde, i bisogni, perché spesso non vengono espressi ma operano dentro le esistenze concrete.

27 giugno 2018, 15:04