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Nunzio Apostolico in Nicaragua Mons. Waldemar Stanisław Sommertag Nunzio Apostolico in Nicaragua Mons. Waldemar Stanisław Sommertag 

Mons. Sommertag: confido nel coraggio che viene dall'Alto

A Vatican News il Nunzio in Nicaragua alla vigilia della sua partenza verso Managua

Gabriella Ceraso- Città del Vaticano

Prima di partire per il Nicaragua il Nunzio mons. Waldemar Stanisław Sommertag, racconta a Vatican News i contenuti dell'udienza con il Santo Padre e la situazione della Chiesa nel Paese:

R.- E’ stata un’udienza molto importante vista la situazione del Paese e direi piuttosto delicata. Il Santo Padre è ben informato, prega tanto per una soluzione pacifica, auspicando la ripresa del dialogo nazionale perché sappiamo che in un certo momento la Chiesa è stata invitata ad essere testimone e anche garante del dialogo nazionale. La Chiesa mai si ritira dalle proprie responsabilità, specie quella nicaraguense, che ha avuto già questi ruoli. Sappiamo che il Santo Padre è l’uomo della speranza, perciò i suoi appelli sono appelli concreti al dialogo. Abbiamo potuto avere uno scambio sulla visione di come potrebbe andare questo dialogo e sulle conseguenze del dialogo.

D.- E infatti il Santo Padre non ha fatto mancare subito il suo appello. Un appello davanti al mondo intero per il Nicaragua. Avrà un peso?

R.- Posso dire che la Chiesa in Nicaragua ascolta con grande attenzione gli appelli del Santo Padre. Quando questo appello è rivolto a loro ancor di più. In modo particolare i vescovi continuano ad adoperarsi perché venga ripristinato questo dialogo nazionale e rifiutano anche con fermezza ogni azione violenta, la condannano e perfino condannano il linguaggio che potrebbe danneggiare o essere ambiguo o provocare fraintendimenti e portare ad azioni violente.

D.-Quindi una Chiesa ancora una volta vicina alla gente…

R.- E’ una Chiesa che non ha mai abbandonato la gente. In qualsiasi campo della vita della gente la Chiesa è una presenza misericordiosa, fraterna, spirituale ma anche molto concreta.

D.-In questi giorni la scomparsa del cardinale Obando: una figura in meno fisicamente ma una presenza in più in cielo, di protezione, di sostegno, di aiuto?

R.- Era un uomo pacificatore, lo cercavano tutti, i cosiddetti amici e nemici. Lui era anche garante in un certo senso di questa riconciliazione e sono convinto che in questo delicato momento ci vuole molta preghiera e ci vuole tanta prudenza e coraggio nella difesa anche del buon senso per trovare le soluzioni pacifiche. La Santa Sede crede che il presidente Ortega porterà avanti anche sagge decisioni che potrebbero dare una grande mano per una soluzione pacifica del dialogo nel rispetto delle parti. E non c’è dubbio che questa speranza c’è e rimane perché la Chiesa, come sempre, crede nell’uomo e visto che l’uomo è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio, allora questo buon senso e questa somiglianza a immagine di Dio si realizzerà in queste situazioni, nel trovare le soluzioni giuste.

 

05 giugno 2018, 12:21