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Parolin alle Guardie Svizzere: chiamati al martirio della pazienza e della fedeltà

Il cardinale Pietro Parolin ha celebrato messa questa mattina per il Corpo della Guardia Svizzera Pontificia. Alle 17 il giuramento di 32 nuove reclute. Le novità del nuovo elmo nero realizzato in pvc con stampante 3D e la possibilità di aumentare gli effettivi del Corpo da 110 a 135

Alessandro Di Bussolo e Salvatore Tropea – Città del Vaticano

Ultimo aggiornamento 19.30

Trentadue nuove reclute della Guardia Svizzera Pontificia hanno prestato il loro giuramento di fedeltà al Papa, domenica pomeriggio nel Cortile di San Damaso in Vaticano. Prima della solenne cerimonia, domenica mattina, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha presieduto la Santa Messa per tutto il Corpo, presso l’altare della Cattedra della Basilica di San Pietro. "Non accontentiamoci di un'esistenza mediocre - ha detto il cardinale alle giovani reclute e a tutte le Guardie - siamo amici di Cristo, diventiamo santi oggi". 

"Una missione di servizio per il Papa e per la Chiesa"

E ha concluso, citando San Gregorio Magno: "La vostra missione è una testimonianza, è un martirio della pazienza e della fedeltà, nelle occupazioni quotidiane del servizio. E quando ci saranno momenti faticosi, con difficoltà e tentazioni, non dimenticate che diventare santi, essere amici di Cristo, comporta anche una vera lotta, un combattimento quotidiano, continuo". Ma i santi ci testimoniano che è possibile. La celebrazione è stata accompagnata dal Maestro Wolfgang Sieber che ha suonato con l’utilizzo dell’organo brani della “Missa Guardia Svizzera”. La data dell'evento ricorda le 147 guardie cadute per difendere il Pontefice durante il sacco di Roma del 1527.

La cerimonia del giuramento

Il momento solenne si è svolto nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico. Le 32 nuove guardie hanno giurato sulla bandiera del Corpo, alla presenza del prefetto della Casa pontificia, l'arcivescovo Georg Gänswein e dell’assessore della Segreteria di Stato, monsignor Paolo Borgia. Le autorità svizzere erano  rappresentate dal presidente del Consiglio nazionale, Dominique de Buman, da numerosi parlamentari federali e cantonali e dall’ambasciatore svizzero presso la Santa Sede, Pierre-Yves Fux. La Chiesa in Svizzera, invece, è stata invece rappresentata dal presidente della Conferenza dei vescovi, monsignor Charles Morerod. Per l’esercito svizzero era presente il divisionario Daniel Keller, comandante della formazione superiore dei quadri dell’esercito. Il giuramento, letto dal cappellano, è stato ripetuto dalle nuove reclute nella versione ridotta: "Giuro di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente, il Pontefice regnante, Francesco e i suoi legittimi successori, di dedicarmi con tutte le forze, sacrificando, se necessario, anche la mia vita in loro difesa. Assumo gli stessi doveri nei confronti del Collegio Cardinalizio durante la vacanza della Sede Apostolica. Prometto anche al Comandante e agli altri Superiori rispetto, fedeltà e obbedienza. Così giuro, che Dio e nostri Santi Patroni mi assistono".

Le nuove reclute: felici di servire il Papa

Il nuovo elmo nero

Durante la conferenza stampa di presentazione del giuramento, che si è tenuta venerdì scorso presso la caserma della Guardia Svizzera Pontificia, è stato presentato il nuovo elmo nero. La novità è rappresentata dal materiale e, soprattutto, dalla tecnica di produzione. Non più in ferro battuto ma in materiale Pvc e prodotto in Svizzera con la tecnologia d’avanguardia della stampante tridimensionale. Il nuovo elmo – del quale sono già stati realizzati quaranta pezzi – è così molto più leggero e comodo e i costi di produzione sono dimezzati. Sarà utilizzato dalle Guardie quando saranno prodotti i pezzi per tutti gli effettivi del Corpo, nell’attesa che donatori privati e sponsor ne finanzino la produzione per “donare” un elmo ad ogni militare e non gravare quindi sulle finanze della Santa Sede. I nuovi elmi, inoltre, rispetto a quelli tradizionali portano inciso lo stemma papale di Giulio II, il Pontefice che fondò il Corpo nel 1506.

In futuro più effettivi

Il comandante delle Guardie Svizzere, Cristoph Graf, durante la conferenza stampa oltre ad illustrare il programma della giornata di oggi e i dettagli tecnici del nuovo elmo, ha annunciato la novità dell’ aumento del contingente. Attualmente le Guardie sono 110, ma è stato chiesto di poter arrivare fino ad un massimo di 135 unità, dunque cercando nei prossimi mesi nuove aspiranti reclute.

Oltre cinquecento anni di storia

Da più di 500 anni la Guardia Svizzera Pontificia è in servizio dei Papi e sorveglia il Vaticano. La fondazione risale all’anno 1506, quando arrivarono i primi svizzeri su richiesta di Papa Giulio II. Il 22 gennaio di quell’anno è la data ufficiale della loro istituzione, il giorno il quale 150 svizzeri dal Canton Uri entrarono, sotto il comando del capitano Kaspar von Silenen, per la prima volta in Vaticano e furono benedetti dal Papa.

Il sacco di Roma

La mattina del 6 maggio 1527, mentre i lanzichenecchi invadevano Borgo Santo Spirito e San Pietro, la Guardia Svizzera Pontificia, e le poche truppe romane, resistettero disperatamente. Dei 189 svizzeri in servizio se ne salvarono solo quarantadue, cioè quelli che all’ultimo momento, al comando di Hercules Goldli, avevano accompagnato Papa Clemente VII nel suo rifugio di Castel Sant’Angelo.

06 maggio 2018, 10:30