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Gli effetti devastanti della guerra in Siria Gli effetti devastanti della guerra in Siria  (AFP or licensors)

Onu: nuovo appello della Santa Sede per la pace in Medio Oriente

L’ Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu mons. Bernardito Auza ha lanciato a New York un nuovo pressante appello al Consiglio di Sicurezza per la pace in Medio Oriente

Lisa Zengarini – Città del Vaticano

La Santa Sede rinnova ancora una volta l’appello di Papa Francesco ai responsabili politici del mondo affinché si trovi una “risposta unitaria ed efficace per una pace durevole in Siria e in altre regioni in conflitto nel mondo”. A rilanciarlo l’arcivescovo Bernardito Auza, intervenuto nei giorni scorsi a New York a un dibattito aperto al Consiglio di Sicurezza sulla situazione in Medio Oriente, dove agli ultimi drammatici sviluppi della guerra in Siria e Yemen, si è aggiunto in queste settimane il riaccendersi della questione palestinese.

La guerra in Medio Oriente una minaccia per la pace e la sicurezza mondiale

“Gli effetti combinati di lunghi e irrisolti conflitti continuano a minacciare di destabilizzare l’intera regione, con conseguenze enormi per la pace e la sicurezza internazionale”, ha ammonito mons. Auza. Tra questi la violazione dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale; la minaccia del terrorismo e della violenza estremista; la proliferazione di armi di distruzione di massa, compreso il ricorso ad armi chimiche; il massiccio afflusso di migranti e rifugiati e gravi crisi umanitarie.

Sofferenze inaudite in Siria e una guerra insensata in Yemen

Il rappresentante della Santa Sede ha ricordato la situazione umanitaria in Siria, “segnata da una sofferenza inaudita, dalla distruzione e dal disprezzo della vita umana”, ma anche l’”insensata” guerra in Yemen, dove è in atto “la più grande catastrofe umanitaria del mondo” nell’indifferenza della comunità internazionale.

L’unica soluzione del conflitto israelo-palestinese quella dei due Stati

Riferendosi al riaccendersi del conflitto israelo-palestinese, iniziato più di un mese fa nella Striscia di Gaza al confine con Israele con le proteste per la cosiddetta “Marcia del ritorno”, mons. Auza ha ribadito il convinto sostegno della Santa Sede alla soluzione dei due Stati, “l’unica strada percorribile – ha detto - per realizzare l’aspirazione di israeliani e palestinesi a una convivenza pacifica” tra i due popoli. Con riferimento alla questione di Gerusalemme, il presule ha poi richiamato ancora una volta l’obbligo di tutte le nazioni di rispettare lo status quo della Città Santa in conformità con le risoluzioni Onu in questo senso.

Il ruolo chiave del Consiglio di Sicurezza dell’Onu

Mons. Auza ha quindi sottolineato il ruolo chiave del Consiglio di Sicurezza, per riportare la pace in Medio Oriente nel quadro del diritto internazionale. I veti incrociati dei membri permanenti del Consiglio (tra i quali la Russi, la Cina e gli Stati Uniti) continuano ad essere il vero ostacolo a una soluzione negoziale dei conflitti nella regione.

 

28 aprile 2018, 13:29