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Vatican News
Una donna siriana tra le macerie di Zamalka nel Ghouta orientale Una donna siriana tra le macerie di Zamalka nel Ghouta orientale  (AFP or licensors)

Santa Sede-Onu: la dignità della donna strumento di pace

Santa Sede a fianco della comunità internazionale per poter garantire alle donne non solo pace e sicurezza, ma anche un loro maggiore coinvolgimento nei processi di ricostruzione della pace stessa nonostante l’aumento delle sfide e della complessa situazione internazionale

Nel suo intervento ieri a New York, durante il Dibattito del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite “Donne, Pace e  Sicurezza”, il nunzio apostolico e Osservatore Permanente della Santa Sede, l’arcivescovo Bernardito Auza, ha evidenziato tre punti fondamentali su cui la Santa Sede è particolarmente attenta ed impegnata a fianco del Consiglio di Sicurezza per il rispetto della dignità della donna.

Prevenzione e attenzione contro la violenza sulle donne

1.  Prevenzione dei conflitti incoraggiando il dialogo e la negoziazione; garantire che la voce delle donne e la loro effettiva partecipazione ai processi di ricostruzione della pace siano assicurate.

2.  Prevenzione di qualsiasi forma di violenza contro le donne nelle zone di conflitto;  la protezione dei loro legittimi diritti e interessi devono far parte di ogni ambito delle operazioni di pace.

3.   Attenzione ed impegno per prevenire la violenza contro le donne anche in situazioni di post conflitto promuovendo, inoltre, l’educazione, lo sviluppo economico e sociale in modo che i benefici possano essere goduti  da tutta la popolazione.

Chiesa ed educazione

Riguardo al processo di educazione alle popolazioni, il nunzio ha ricordato l’impegno concreto e sempre presente della Chiesa Cattolica soprattutto a favore di donne e ragazze capaci di contribuire alla pace e all’armonia delle famiglie e dunque della società.

Le parole del Papa a Puerto Madonado

A conclusione del suo intervento, mons. Auza ha citato le parole pronunciate in Perù lo scorso 19 gennaio, da Papa Francesco: “Non possiamo ‘normalizzare’ la violenza, prenderla come una cosa naturale (…) sostenendo una cultura maschilista che non accetta il ruolo di protagonista della donna nelle nostre comunità. Non ci è lecito guardare dall’altra parte, fratelli, e lasciare che tante donne, specialmente adolescenti, siano “calpestate” nella loro dignità”.

17 aprile 2018, 11:21