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Mons Ivan Jurkovic, Osservatore Permanente della Santa Sede all’Onu di Ginevra Mons Ivan Jurkovic , Osservatore Permanente della Santa Sede all’Onu di Ginevra  

Santa Sede: dignità bambini a rischio. Diritti umani siano tutelati

Appello dell'Osservatore Permanente della Santa Sede all'Onu di Ginevra: dignità dei bambini sia tutelata. Oltre 530 milioni i bambini coinvolti in disastri umanitari. Norme internazionali di protezione esistono, vanno applicate

Paolo Ondarza – Città del Vaticano

“La dignità dei nostri bambini è a rischio e il superiore interesse del minore deve essere sempre prioritario, in ogni contesto umanitario”. Così l’arcivescovo Ivan Jurkovič, Osservatore Permanente della Santa Sede all’Onu di Ginevra intervenuto ieri alla 37.ma Sessione del Consiglio dei Diritti Umani sul tema dei Diritti dell’Infanzia. Guardando al 70.mo Anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti Umani che ricorre quest’anno, il presule esorta la Comunità Internazionale, i governi e la società civile a collaborare, senza porre condizioni, nella protezione dell’infanzia nella consapevolezza che il “futuro è nelle mani dei bambini”.

535 milioni di bambini coinvolti in disastri umanitari

Mons. Jurkovič cita le parole rivolte da Francesco nel 2013 ai partecipanti alla Settimana Sociale dei Cattolici Italiani: “un popolo che non ha cura dei suoi anziani, dei suoi bambini e dei suoi giovani, non ha futuro, perché maltratta sia la memoria che la promessa”. Effettivamente, stando ai dati citati dall’arcivescovo, “mentre alcuni progressi sono stati fatti”, “è molto preoccupante pensare che nel 2017, circa 535 milioni di bambini risultino coinvolti in disastri umanitari; conflitti armati, crisi locali e disastri naturali stanno creando ondate di rifugiati, migranti, sfollati interni”.

Potenziali vittime di sfruttamento

Troppe volte ragazzi innocenti, “spesso appartenenti a minoranze etniche e religiose, sono migranti e rifugiati e rischiano di finire vittime di individui ed organizzazioni senza scrupoli, oggetto di abusi, contrabbando, sfruttamento sessuale, lavoro forzato, traffico di organi o arruolati in conflitti armati”.  Si tratta di situazioni che vanno ad “impattare enormemente sugli anni sulla crescita, sulla formazione, sullo sviluppo psico-fisico di intere generazioni”.

Rischio "generazione perduta". No a cultura scarto

Spesso – rileva l’arcivescovo – tali bambini non sono registrati alla nascita e “se non sarà avviato un percorso di educazione e sviluppo” essi “rischiano di diventare una generazione perduta”. “La migliore medicina – prosegue – è la prevenzione ed essa implica l’accesso alla cittadinanza, alla salute, all’educazione e alla promozione di una cultura dei diritti umani”. “Un quadro giuridico internazionale di protezione dei bambini è già definito, necessita solo di essere applicato”, ogni bambino – è l’auspicio – possa godere della dignità umana donatagli da Dio.   L’invito è a “rifiutare la cultura dello scarto che affligge il nostro mondo e alimenta avidità, corruzione, violenza, guerre e degrado ambientale”.

06 marzo 2018, 11:01