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2023.09.28 Papaple_Papale_ORDINAZIONE

Ep. 44 - Papale papale -"Ordinazione"

Pio XII, radiomessaggio ai fedeli romani 10 febbraio 1952

A che servirebbe il conoscere e il dire che Dio è Padre e gli uomini sono fratelli, quando di Lui si temesse ogni intervento nella vita privata e pubblica? A che varrebbe il disputare sulla giustizia, sulla carità, sulla pace, se la volontà fosse già risoluta a rifuggire dalla immolazione, il cuore determinato a rinchiudersi in glaciale solitudine, e se nessuno osasse per primo infrangere le barriere dell'odio separatore, per correre ad offrire un sincero abbraccio? (...) Vi sono anime ardenti, che attendono ansiosamente di essere convocate; all'impaziente loro fremito si additi il vasto campo da dissodare. Altre ve ne sono sonnacchiose, e occorrerà destarle; trepide, e bisognerà incoraggiarle; disorientate, e si dovrà guidarle.

Paolo VI, omelia nel 50.mo anniversario di sacerdozio, 17 maggio 1970

...La ricorrenza cinquantenaria della Nostra ordinazione sacerdotale. Cinquant’anni non sono bastati a cancellare la memoria di quel bello, ma di per sé semplice episodio della nostra umile esistenza personale; noi avremmo preferito ripensarlo nel silenzio esteriore e nel raccoglimento interiore. Ma è proprio la natura stessa di quel sacerdozio, che allora ci è stato conferito, ad imporci di lasciare che quanti hanno titolo per esigerne il ministero, - ed oggi ad averlo questo titolo è questa Nostra amatissima Chiesa di Roma, oggi è tutta la Chiesa cattolica altrettanto carissima, - avvertano questa ricorrenza e la ricordino con i segni della loro pietà e della loro bontà.

Giovanni Paolo II, Regina Caeli 14 maggio 1995

Desidero inoltre invitare tutta la comunità cristiana a pregare per la santificazione dei sacerdoti. E mi ricordo anche il giorno della mia ordinazione sacerdotale. (...)

Benedetto XVI, discorso nel 65.mo anniversario di ordinazione sacerdotale 28 giugno 2016

65 anni fa, un fratello ordinato con me ha deciso di scrivere sulla immaginetta di ricordo della prima Messa soltanto, eccetto il nome e le date, una parola, in greco: “Eucharistomen”, convinto che con questa parola, nelle sue tante dimensioni, è già detto tutto quanto si possa dire in questo momento. “Eucharistomen” dice un grazie umano, grazie a tutti. (...) “Eucharistomen” ci rimanda a quella realtà di ringraziamento, a quella nuova dimensione che Cristo ha dato. Lui ha trasformato in ringraziamento, e così in benedizione, la croce, la sofferenza, tutto il male del mondo. E così fondamentalmente ha transustanziato la vita e il mondo e ci ha dato e ci dà ogni giorno il Pane della vera vita, che supera il mondo grazie alla forza del Suo amore.

Francesco, veglia di Pentecoste 18 maggio 2013

Ma c’è un giorno per me molto importante: il 21 settembre del ‘53. Avevo quasi 17 anni. Era il “Giorno dello studente”, per noi il giorno della Primavera – da voi è il giorno dell’Autunno. Prima di andare alla festa, sono passato nella parrocchia dove andavo, ho trovato un prete, che non conoscevo,e ho sentito la necessità di confessarmi. Questa è stata per me un’esperienza di incontro: ho trovato che qualcuno mi aspettava. Ma non so cosa sia successo, non ricordo, non so proprio perché fosse quel prete là, che non conoscevo, perché avessi sentito questa voglia di confessarmi, ma la verità è che qualcuno m’aspettava. Mi stava aspettando da tempo. Dopo la Confessione ho sentito che qualcosa era cambiato. Io non ero lo stesso. Avevo sentito proprio come una voce, una chiamata: ero convinto che dovessi diventare sacerdote.

23 novembre 2023