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Domande alla teologia dopo il Covid-19 - La scomparsa del Maestro Morricone

"Si è molto ripetuto nei mesi passati che dopo l'emergenza Covid-19 nulla sarebbe stato come prima. Certamente la pandemia è stato il primo grande evento, dopo la Seconda guerra mondiale, in cui la nostra civiltà occidentale ha fatto i conti con la finitudine, la precarietà della vita e la drammaticità della morte. Credo che ciò abbia insegnato a noi teologi che questi temi sono sempre fondamentali nella nostra società anche se sono vissuti sulla carne, in maniera più immediata e costante in altre parti del mondo".  Lo sottolinea il teologo don Roberto Repole secondo cui la pandemia è un'occasione per i teologi per diventare più consapevoli di un pensiero limitato perché generato in un contesto sociale abbiente, in cui siamo abituati a dare una risposta immediata, con la scienza e la tecnica, a tutte le sfide che si presentano. 

"Tutti noi musicisti abbiamo invidiato in lui la capacità unica di cogliere l'essenziale. Sapeva riassumere l'anima di un film in otto battute che diventavano fulminanti. Era poi un grande orchestratore, come ha dimostrato arrangiando canzoni di successo negli anni '60".  Don Marco Frisina, sacerdote e compositore, ricorda così il talento del maestro Ennio Morricone, scomparso all'età di 91 anni. "Ai giovani andrebbe insegnato oggi a mettersi alla scuola del suo grande rigore che nasceva dalla tradizione del Conservatorio di Santa Cecilia. Sapeva essere attento alla qualità massima della musica senza mai perdere di vista la capacità comunicativa e la dimensione popolare". 

Con noi:

Don Roberto Repole, docente di Teologia sistematica presso la Facoltà Teologica dell’Italia settentrionale

Don Marco Frisina, sacerdote e compositore, Rettore della Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, fondatore e direttore del Coro della Diocesi di Roma

 

Conduce:

Fabio Colagrande

06 luglio 2020