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Vatican News

Don Alberto, star dei social grazie al Vangelo - 60 anni d'indipendenza per la R.D. del Congo

"Trovare il mio nome sui giornali è stato un vero colpo: non me lo sarei mai aspettato". Don Alberto Ravagnani, 26 anni, commenta l'improvvisa notorietà acquisita, durante la quarantena per la pandemia, come sacerdote "youtuber". "Mi ha fatto piacere che sia stato apprezzato il mio tentativo di cercare un modo personale per annunciare il Vangelo al mondo". "Appena mi sono affacciato nella blogosfera ho raccolto tanto e non solo in termini virtuali, ma anche reali. Il web è un polo che raduna tante persone e istituzioni, esserci per noi cristiani è essenziale. Io mi ispiro al Concilio e all'invito di Giovanni XXIII a dire con linguaggi nuovi le cose in cui crediamo da sempre".  

John Mpaliza, attivista per i diritti umani, è il portavoce di un gruppo di rappresentanti della Comunità congolese in Italia, che insieme a Nigrizia e ad alcuni amici del Congo, invita a volgere lo sguardo verso la Repubblica Democratica del Congo in occasione del 60° anniversario della sua indipendenza. "Più che di indipendenza - spiega - dovremmo forse parlare di 60 anni di sfruttamento da parte dei vecchi e dei nuovi padroni, dittature, massacri e guerre di occupazione e sfruttamento, saccheggi delle risorse naturali e minerarie da parte delle multinazionali con la complicità dei governanti locali, lavoro minorile e tentativi di balcanizzazione del Paese". L'anniversario è celebrato con una maratona di eventi tra i quali una Messa in rito congolese nella Chiesa della Natività di Gesù a Roma e un sit-in al Pantheon per la consegna di un memorandum alle istituzioni sulla situazione del grande Paese africano destabilizzato da interessi esterni.  

Con noi:

Don Alberto Ravagnani, sacerdote ambrosiano, coadiutore dell’Oratorio San Filippo Neri a Busto Arsizio (Varese), dove insegna religione in un Liceo scientifico

John Mpaliza, attivista per i diritti umani, cittadino italiano di origine congolese, ingegnere informatico

 

Conduce:

Fabio Colagrande

30 giugno 2020