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Vatican News

Mali: dopo il putsch militare la transizione sarà lunga e imprevedibile

La transizione verso un nuovo assetto democratico in Mali richiederà tempi molto lunghi. E' quanto si evince chiaramente dai comunicati rilasciati dalle autorità golpiste, che il 18 agosto hanno rovesciato il governo ed arrestato il presidente Ibrahin Boubacar Keita. Un golpe che ha messo in allarme la comunità internazionale e che sta provocando l'isolamento del Mali nell'ambito delle organizzazioni regionali africane. Eppure si tratta di un colpo di Stato anomalo rispetto a quanto avvenuto in passato - diversi colpi di stato si sono succeduti nel paese a partire dal 1968 - sia per il forte sostegno popolare che hanno ricevuto i militari golpisti, sia per l'incruenza con cui è stata condotta l'operazione. Molti gli interessi in gioco internazionali, a partire dal pericolo rappresentato dalle forze jihadiste nel paese.

Ospite del programma:

Soumaila Diawara, ex attivista politico maliano, rifugiato in Italia dopo il golpe del 2012.

 

L'assassinio mirato della giovane attivista irachena, Riham Yakoub, uccisa a Bassora il 18 agosto, ha riacceso per un momento l'attenzione del mondo per quanto sta avvenendo in Iraq. Questa giovane attivista di 33 anni, che si batteva per i diritti delle donne, è solo una delle centinaia di vittine della repressione in atto contro chi si oppone da almeno 3 anni alla corruzione dilagante a livello politico-amministrativo e all'incapacità delle autorità di favorire un rilancio economico del paese.

Ospite del programma:

Barbara Schiavulli, giornalista di guerra ed esperta della situazione irachena, direttrice della testata web Radiobullets.

 

Conduce: Stefano Leszczynski

24 agosto 2020