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OIM: no ai respingimenti in Libia e Sea Watch torna in mare

L'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni lancia l'allarme attraverso la sua rappresentanza in Libia sul rientro nel paese nordafricano dei migranti intercettati in mare dalla Guardia costiera libica. Tripoli non è un porto sicuro, fanno sapere i funzionari dell'agenzia collegata alle Nazioni Unite e le loro condizioni di detenzione sono inaccettabili. Sono oltre 200 i migranti catturati in mare aperto dalle autorità libiche dopo essere stati stipati su barche e gommoni dai trafficanti. Ma le attività di intercettazione si intensificano in questi giorni estivi dando origine ad un gioco perverso a danno dei migranti, lasciati prima fuggire e poi ricatturati e spesso riconsegnati nelle mani dei loro carnefici. In attesa di riuscire a reimbarcarsi. L'intensificarsi delle partenze verso l'Europa ha spinto le ong a rimettere in mare le proprie imbarcazioni di soccorso, dopo averle adattete alle norme sanitarie imposte dalla pandemia. Sea Watch naviga da alcuni giorni in zona SAR, ma il suo equipaggio è già  cosciente delle difficoltà che incontrerà dopo aver effettuato dei salvataggi e sa bene che non riceverà alcun aiuto dalle imbarcazioni militari e della autorità dei paesi rivieraschi europei.

Ospiti della trasmissione:

Federico Soda - rappresentante dell'OIM in Libia

Giorgia Linardi, portavoce per l'Italia di Sea Watch

Conduce: StefanoLeszczynski

11 giugno 2020