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Francesco: intollerabile la violazione dei diritti umani nelle zone di guerra

Dopo la preghiera dell’Angelus, il Papa alza la voce ricordando, nella Giornata Mondiale del Malato, le tante persone “alle quali è negato il diritto alle cure, e dunque il diritto alla vita!” perché in povertà estrema o “martoriate” sotto le bombe, in Ucraina, Palestina, Israele, Myanmar e negli altri conflitti. E invita alla “vicinanza, compassione e tenerezza” con le persone malate o più fragili

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

“È intollerabile” che nei territori di guerra siano violati “ogni giorno diritti umani fondamentali!”. Nella Giornata Mondiale del Malato, Papa Francesco alza la voce, dopo la preghiera dell’Angelus, a difesa delle “tante persone, oggi, alle quali è negato il diritto alle cure, e dunque il diritto alla vita! Penso a quanti vivono in povertà estrema” e a chi purtroppo sta sotto le bombe dei conflitti in corso. E chiede di pregare “per la martoriata Ucraina, per la Palestina e Israele”, per il Myanmar, “e per tutti i popoli martoriati dalla guerra”. Ricorda che l’odierna Giornata, nella memoria della Beata Vergine di Lourdes, quest’anno richiama l’attenzione sull’importanza delle relazioni nella malattia.

La prima cosa di cui abbiamo bisogno quando siamo malati è la vicinanza delle persone care, degli operatori sanitari e, nel cuore, la vicinanza di Dio. Siamo tutti chiamati a farci prossimo a chi soffre, a visitare i malati, come ci insegna Gesù nel Vangelo. Per questo oggi voglio esprimere a tutte le persone ammalate o più fragili la mia vicinanza e quella di tutta la Chiesa. Non dimentichiamo lo stile di Dio: vicinanza, compassione, e tenerezza.

La situazione a Gaza, in Ucraina e in Myanmar

Mentre il Papa rivolge la sua preghiera alla Palestina, dove la guerra è arrivata al 126 mo giorno, Hamas avverte che l'ormai prossima azione di terra dell’esercito israeliano a Rafah, la città nel sud della Striscia di Gaza, farà “saltare i colloqui per lo scambio degli ostaggi”. Ma il premier di Tel Aviv Netanyahu dice che fermarsi ora equivarrebbe a perdere la guerra, lasciando che Hamas rimanga a Rafah. Ai timori della comunità internazionale di una catastrofe, vista la presenza di centinaia di migliaia di sfollati palestinesi nella zona Sud della Striscia, risponde che il suo esercito garantirà “un passaggio sicuro alla popolazione civile in modo che possa andarsene”.

In Ucraina, intanto, questa notte un attacco di droni russi durato più di cinque ore su nove regioni, con 40 velivoli senza pilota su 45 abbattuti, secondo Kyiv. La città meridionale di Mykolaiv è stata particolarmente bersagliata,  con numerose esplosioni, incendi e danneggiamenti. 

In Myanmar, infine, a causa della guerra civile innescata dal golpe militare del febbraio 2021, oltre 18 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria, pari a circa un terzo della popolazione complessiva del Paese, secondo la stima dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari. Prima del golpe, i bisognosi di assistenza nell’ex Birmania erano poco più di un milione.

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11 febbraio 2024, 12:52