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Il Papa saluta alcuni malati Il Papa saluta alcuni malati  (ANSA)

Il Papa: evitare disuguaglianze nell'assistenza sanitaria e nella ricerca clinica

Francesco invia un messaggio a quanti in Vaticano partecipano alla Conferenza sulla Dichiarazione di Helsinki organizzata, tra gli altri, dalla Pontificia Accademia per la Vita: "Il ruolo centrale che la persona malata dovrebbe avere non è ancora diventato una realtà. Deve essere continuamente salvaguardato e promosso nelle nuove circostanze in cui si trova la medicina"

Antonella Palermo - Città del Vaticano

"Non possiamo subordinare la cura alle mentalità riduttive del mercato e della tecnologia". È quanto afferma Papa Francesco nel Messaggio indirizzato ai partecipanti alla conferenza internazionale: "La Dichiarazione di Helsinki: Ricerca in contesti poveri di risorse" che si chiude oggi nell'Aula Vecchia del Sinodo in Vaticano, organizzata dalla World Medical Association, insieme all'American Medical Association e alla Pontificia Accademia per la Vita. 

Dalla ricerca sui pazienti alla ricerca con i pazienti

Ricordando come la Dichiarazione, nata nel 1964, sottolinei la questione fondamentale della libertà e del consenso informato nella ricerca clinica e contribuisca in maniera essenziale a rendere possibile il passaggio "dalla ricerca sui pazienti alla ricerca con i pazienti", il Papa mette a fuoco una situazione che lo preoccupa:

L'asimmetria presente nella relazione terapeutica è fin troppo evidente, il ruolo centrale che la persona malata dovrebbe avere non è ancora diventato una realtà. Deve essere continuamente salvaguardato e promosso nelle nuove circostanze in cui si trova la medicina, che avanzano sempre più rapidamente e che comprendono nuove risorse tecnologiche e farmaceutiche, interessi economici e alleanze commerciali, e contesti culturali in cui è più facile strumentalizzare gli altri per i propri scopi.

Evitare disuguaglianze nell'assistenza sanitaria

L'attenzione di Francesco si concentra sui Paesi a basso reddito, che sono quelli più vulnerabili. Rimarca la necessità di garantire protezione nelle società più a rischio. E, citando il Messaggio per la Giornata mondiale della pace 2024, osserva che "a livello internazionale, stiamo assistendo a molte ingiustizie che spingono i Paesi poveri in una posizione svantaggiata, in termini di accesso e di utilizzo delle risorse disponibili, lasciandoli in balia delle loro forze, alla mercé dei Paesi più ricchi e di entità industriali che - precisa - appaiono insensibili nei confronti di chi non può affermarsi anche quando sono in gioco bisogni e diritti fondamentali. Il Pontefice tira in ballo anche il ruolo dell'Intelligenza Artificiale e afferma:

È molto importante evitare che si verifichino disuguaglianze anche nel campo dell'assistenza sanitaria e della ricerca clinica e della ricerca clinica. Non possiamo subordinare la cura, che rappresenta l'atteggiamento essenziale che permette alla vita umana di progredire attraverso l'affidamento di una persona a un'altra, alle mentalità riduttive del mercato e della tecnologia.

Rispettare fraternamente le sensibilità culturali dei popoli

Il Papa invita a trovare soluzioni concrete perché ci sia equilibrio tra opportunità di ricerca e benessere dei pazienti, in modo che le spese sostenute dalla ricerca e l'accesso ai benefici che ne derivano siano equamente distribuiti. Alla luce dell'esperienza della pandemia, il Pontefice nota che "dobbiamo promuovere un modo di pensare alla comunità internazionale che sia effettivamente al servizio della famiglia umana", in una prospettiva di amicizia sociale e fraternità.

[...] Rispettare la libertà delle diverse comunità coinvolte comunità significa anche apprezzare le loro diverse sensibilità culturali, che non dovrebbero essere danneggiate da modelli di conoscenza e pratiche sociali che non riconoscono come propri. Ci troviamo quindi di fronte a sfide che sollevano questioni di giustizia globale in materia di assistenza sanitaria.

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19 gennaio 2024, 12:49