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Il Papa nell'udienza alla delegazione dell'Associazione dei Giornalisti Cattolici Tedeschi Il Papa nell'udienza alla delegazione dell'Associazione dei Giornalisti Cattolici Tedeschi

Il Papa: quanti conflitti alimentati da fake news, disarmare il linguaggio

Francesco riceve una delegazione della Società dei Pubblicisti Cattolici della Germania nel 75° di fondazione. Nel discorso consegnato, l’incoraggiamento a dare risalto alle storie e ai volti di coloro a cui nessuno presta attenzione, “anche se farlo vuol dire andare controcorrente”. Poi il riferimento al Cammino Sinodale tedesco: fornire informazioni corrette che possono contribuire a chiarire malintesi e aiutare la comprensione reciproca

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

Dialogo interreligioso, ecumenismo e difesa della pace, della libertà e della dignità umana. In un momento in cui tanti conflitti sono alimentati da “notizie false” o “dichiarazioni incendiarie”, gli obiettivi della Gesellschaft Katholischer Publizisten Deutschlands, società dei Pubblicisti Cattolici della Germania che compie 75 anni dalla sua fondazione, dovrebbero essere gli obiettivi di tutti gli operatori della comunicazione, in primis quelli cattolici. Si snoda a partire da questa riflessione, il discorso di Papa Francesco ai professionisti cattolici dei media tedeschi, provenienti da vari settori, ecclesiali e civili, ricevuti questa mattina, 4 gennaio, in udienza nel Palazzo Apostolico. Il Pontefice ha consegnato loro il discorso preparato e ha parlato a braccio.

Cuori "smilitarizzati" e linguaggio "disarmato"

Nel testo una riflessione sul ruolo fondamentale della comunicazione in un contesto di guerra come quello odierno.

Quanti conflitti oggi, anziché essere estinti dal dialogo, sono alimentati da notizie false o da dichiarazioni incendiarie che passano attraverso i media! Perciò è ancora più importante che voi, forti delle vostre radici cristiane e della fede quotidianamente vissuta, “smilitarizzati” nel cuore dal Vangelo, sosteniate il disarmo del linguaggio.

Francesco offre indicazioni pratiche per questa missione: “Favorire toni di pace e di comprensione, costruire ponti, essere disponibili all’ascolto, esercitare una comunicazione rispettosa verso l’altro e le sue ragioni”. “C’è un bisogno urgente di questo nella società, ma anche la Chiesa necessita di una comunicazione gentile e al contempo profetica”, sottolinea il Pontefice.

Ruolo fondamentale dei comunicatori cattolici per il cammino sinodale tedesco  

Non manca, da parte del Papa, anche un riferimento al cammino sinodale avviato nel 2018 in Germania, per il quale egli stesso ha espresso la sua preoccupazione ed è intervenuto in più di un’occasione. L’ultima in una lettera di novembre indirizzata a quattro teologhe, ex delegate dal Synodale Weg, in cui metteva in guardia dal rischio di “allontanarsi sempre più dal cammino comune della Chiesa universale”. Nel discorso consegnato ai giornalisti tedeschi, Jorge Mario Bergoglio ricorda la sua Lettera al Popolo di Dio che è in cammino in Germania, pubblicata il 29 giugno 2019, in cui richiamava i vertici della Chiesa in Germania a camminare verso la giusta strada, quella del Vangelo, senza trascendere in derive funzionaliste o riduzionismi ideologici.

Auspicio del Papa, espresso oggi, è che questa lettera “sia più conosciuta, meditata e attuata, in quanto esprime due aspetti che ritengo fondamentali per non smarrirsi”. Anzitutto, afferma, “la cura della dimensione spirituale, ovvero il concreto e costante adeguamento al Vangelo e non ai modelli del mondo, riscoprendo la conversione personale e comunitaria attraverso i Sacramenti e la preghiera, la docilità allo Spirito Santo e non allo spirito del tempo”. E poi “la dimensione universale, cattolica, per non concepire la vita di fede come qualcosa di relativo solo al proprio ambito culturale e nazionale”.

Fa bene, da questo punto di vista, la partecipazione al processo sinodale universale. I comunicatori cattolici hanno un ruolo prezioso da svolgere in tali situazioni: fornendo informazioni corrette, possono contribuire a chiarire malintesi e soprattutto ad evitare che essi sorgano, aiutando la comprensione reciproca e non le contrapposizioni.

Non rimanere "neutrali"

In ogni caso, sottolinea il Papa, “è importante non avere un atteggiamento introverso, ma ‘uscire’ per portare il messaggio cristiano in ogni ambito della vita, utilizzando i mezzi e le possibilità oggi a disposizione”. Perché, torna a ribadire, “una Chiesa che si occupa principalmente di sé stessa si ammala di autoreferenzialità”. La Chiesa, invece, “è missione” e i comunicatori cattolici “non possono non coinvolgersi e rimanere, per così dire, ‘neutrali’ rispetto al messaggio che trasmettono”.  

Dare risalto a volti e storie dei poveri

Da qui, l’invito a puntare l’attenzione attraverso il proprio lavoro verso le fasce sociali più deboli: “Voi provenite da un Paese prospero e sviluppato – evidenzia il Papa -, ma anche lì si trovano, a volte nascosti, non pochi disagi. Penso al fenomeno della povertà infantile, a famiglie che non sanno come pagare le bollette e alla situazione di tanti migranti e rifugiati, che la Germania ha accolto in gran numero”. In queste periferie umane “il Dio dell’amore aspetta la buona notizia della nostra carità: attende cristiani che escano e vadano verso le persone che stanno ai margini”. E per questo “c’è bisogno anche di comunicatori che diano risalto alle storie e ai volti di coloro a cui pochi o nessuno prestano attenzione”.

Quando comunicate, dunque, pensate sempre ai volti delle persone, specialmente dei poveri e dei semplici, e partite da loro, dalla loro realtà, dai loro drammi e dalle loro speranze, anche se farlo vuol dire andare controcorrente, e consumare le suole delle scarpe!

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04 gennaio 2024, 11:30