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I resti dell'edificio in fiamme a Johannesburg I resti dell'edificio in fiamme a Johannesburg  (SIPHIWE SIBEKO)

Il Papa prega per le decine di vittime dell'incendio a Johannesburg

Al termine dell'udienza generale Francesco ha espresso vicinanza a quanti hanno perso la vita nel rogo che ha colpito la scorsa settimana un edificio nella città sudafricana. e in cui sono morti anche 12 bambini. Una preghiera anche per l'Ucraina "che soffre tanto", affidata a Maria in vista della festa della Natività della Vergine

Michele Raviart - Città del Vaticano

Vivo dolore, al termine dell’udienza generale, è stato espresso da Papa Francesco per l’incendio che giovedì scorso ha colpito un edificio di cinque piani nel centro di Johannesburg, in Sudafrica, in cui sono morte più di 70 persone, tra cui anche diversi bambini. “Vi invito ad unirvi a me nella preghiera per le vittime”, ha detto il Papa, che ha espresso il suo cordoglio ai funerali delle vittime, inviando una “speciale benedizione per loro e per quanti si stanno prodigando per provvedere assistenza e supporto”.

Le fiamme hanno coinvolto circa 200 famiglie

Il palazzo, di proprietà comunale, era stato di fatto abbandonato dalle autorità e affittato illegalmente. Al suo interno vivevano circa 200 famiglie povere che non erano riuscite a trovare un alloggio. Tanto era l’affollamento che anche il garage sotterraneo era occupato da alcune baracche. Secondo il racconto di alcuni testimoni, alcune persone si sono lanciate dalle finestre dei piani superiori per scampare alle fiamme. Le autorità sudafricane hanno aperto un’inchiesta per appurare quanto avvenuto.

Il bilancio: 76 le vittime, tra cui dodici bambini

Attualmente il bilancio è di 76 vittime, tra cui dodici bambini. Difficile l’identificazione di alcuni corpi a causa delle ustioni, mentre circa 90 feriti sono ancora ricoverati in ospedale. Secondo le autorità la maggior parte delle persone colpite dall’incendio erano migranti, provenienti dal Malawi e dalla Tanzania. Le ong hanno preparato alcune sistemazioni provvisorie per i superstiti, mentre alcuni religiosi hanno celebrato momenti di preghiera fuori dall’edificio.

L'affidamento a Maria dell'Ucraina "che soffre tanto"

Nei saluti alle persone in lingua italiana, Francesco ha poi ricordato la festività liturgica di venerdì prossimo, la “Natività della Beata Vergine Maria”. Il suo invito è stato a “camminare sempre, come Maria, sulle strade del Signore”. “A Lei, donna della tenerezza”, ha ribadito, “affidiamo le sofferenze e le tribolazioni della cara e martoriata Ucraina, che soffre tanto”.

Il saluto ai polacchi per l’anniversario della canonizzazione di San Stanislao

Il Pontefice ha poi salutato i fedeli polacchi, giunti a Roma per celebrare il 770 esimo anniversario della canonizzazione di San Stanislao, vescovo, martire e patrono della Polonia. “Eroico e tenace Pastore di Cracovia”, ha ricordato Francesco, “morì sotto la spada del sovrano polacco, difendendo la sua gente e la legge di Dio”. “Con grande coraggio e libertà interiore”, ha sottolineato ancora, “ha anteposto Cristo alle priorità del mondo”. “Il suo esempio, quanto mai attuale”, ha concluso, “vi incoraggi ad essere fedeli al Vangelo, incarnandolo nella vostra vita familiare e sociale. Così potrete essere chiari testimoni di verità, di giustizia e di amore fraterno”.

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06 settembre 2023, 10:04