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Il cardinale Zuppi Il cardinale Zuppi

Il cardinale Zuppi a Pechino per la missione voluta dal Papa per una "pace giusta"

Dopo i viaggi a Kyiv, Mosca e Washington, il presidente della CEI prosegue l’iniziativa affidatagli da Francesco per “allentare le tensioni” in Ucraina. La Santa Sede: "Un’ulteriore tappa per sostenere iniziative umanitarie e la ricerca di percorsi che possano condurre ad una pace giusta". Il porporato: "La preghiera di tanti mi spinge ad intessere la difficile tela della pace"

Salvatore Cernuzio e Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano

Dopo mesi di attese e di anticipazioni, a Roma come a Pechino, giunge la conferma: la missione di pace del cardinale Matteo Maria Zuppi, quella che il Papa ha ribattezzato una "offensiva di pace" per "allentare le tensioni" nella martoriata Ucraina, prosegue in Cina a partire da domani 13 fino a venerdì 15 settembre. È la Santa Sede ad annunciare il nuovo viaggio del porporato che lo aveva già visto impegnato tra giugno e luglio a Kyiv, Mosca e Washington.

"Nei giorni 13 - 15 settembre 2023, il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale italiana, accompagnato da un officiale della Segreteria di Stato, si recherà a Pechino, quale Inviato del Santo Padre Francesco", si legge nel comunicato vaticano, diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede. "La visita costituisce un’ulteriore tappa della missione voluta dal Papa per sostenere iniziative umanitarie e la ricerca di percorsi che possano condurre ad una pace giusta". 

Il cardinale Zuppi a Berlino con il ministro degli Esteri Tajani
Il cardinale Zuppi a Berlino con il ministro degli Esteri Tajani

A Berlino per l'incontro "L'audacia della pace"

"Sicuramente la preghiera di tanti, la preghiera di questi giorni, interreligiosa ed ecumenica, è un motivo ulteriore per cercare il dono della pace che è un dono per tutti, di tutti e che tutti devono trovare", commenta invece lo stesso Zuppi subito dopo l'ufficializzazione della nuova trasferta, dicendo di affrontare questa tappa con l'auspicio di poter "intessere la difficile tela della pace". Il cardinale parla da Berlino dove si trova da ieri, 11 settembre, per l’incontro promosso dalla Comunità di Sant’Egidio “L’audacia della pace” con i leader delle principali religioni mondiali, assieme a rappresentanti di politica e cultura di 40 Paesi. Tra loro, il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani con il quale il porporato si è intrattenuto ieri pomeriggio in un lungo colloquio privato nell'Ambasciata italiana.

"Con la preghiera siamo più forti, la preghiera di tanti... Andiamo accompagnati, c'è tanta attesa, invocazione, tutta la sofferenza è una invocazione a Dio perché venga presto la pace", dice Zuppi a Vatican News. Già ieri a margine dell’evento nella capitale tedesca, sollecitato dai giornalisti, Zuppi aveva affrontato il tema della missione che il Papa gli ha affidato: missione principalmente di dialogo che lo ha visto a colloquio con rappresentanti politici ed ecclesiali dei Paesi al centro del conflitto che dal febbraio 2022 sta lacerando l'Ucraina; missione che da Berlino vedrà il presidente della CEI in viaggio nelle prossime ore verso Pechino, nonostante il porporato nelle dichiarazioni di ieri avesse lasciato intendere una tempistica più lunga. Parlando del raggiungimento della pace, il cardinale diceva che essa non deve essere "imposta da qualcuno" ma "una pace scelta dagli ucraini" con "le garanzie, l'impegno, lo sforzo di tutti"; quindi sottolineava il ruolo della Cina in questo processo come "uno degli elementi forse più importanti".

Le parole del Papa in aereo dalla Mongolia 

Che il Paese asiatico fosse incluso nell'itinerario della missione di pace, era stato lo stesso Papa Francesco a confermarlo nell’intervista di agosto con la rivista spagnola Vida Nueva: “Zuppi sta lavorando intensamente come responsabile dei dialoghi”, diceva il Papa, ricordando il background "diplomatico" del cardinale e il suo contributo agli accordi in Mozambico del '92 e spiegando dopo gli Usa andrà in Cina “perché entrambe detengono anche la chiave per abbassare la tensione del conflitto”. Poi, sempre il Pontefice ma nella conferenza stampa di ritorno dalla Mongolia del 4 settembre scorso, sull’aereo che ha sorvolato proprio la frontiera cinese, ha affermato che il “piano” della missione di Zuppi “prevedeva di visitare Mosca, Kyiv, Stati Uniti e anche Pechino”. “Il cardinale Zuppi è un uomo di grande dialogo e di visione universale”, diceva ancora Francesco, ribadendo che lo stato dei rapporti con la Cina, al momento – a partire dall’Accordo per le nomine dei vescovi del 2018 rinnovato già due volte - “sono molto rispettosi” e che “i canali sono molto aperti”. In Cina è al lavoro poi la Commissione, presieduta dal cardinale  Parolin, “che da tempo lavora con il governo cinese e con il Vaticano”: “Credo – affermava sempre il Papa a in aereo - che dobbiamo andare avanti nell’aspetto religioso per capirci di più e che i cittadini cinesi non pensino che la Chiesa non accetta la loro cultura e i loro valori e che la Chiesa dipenda di un’altra potenza straniera. Questa strada amichevole la sta facendo bene la commissione presieduta dal cardinale Parolin: stanno facendo un bel lavoro, anche da parte cinese, i rapporti sono in cammino. Io ho un grande rispetto per il popolo cinese”.

Le precedenti tappe in Ucraina, Russia e Usa 

Come nelle precedenti visite, non è noto il programma degli incontri che Zuppi svolgerà nella capitale asiatica. Il presidente della CEI, come detto, si era recato il 5 e 6 giugno a Kyiv e il 28 e 29 giugno a Mosca, poi dal 17 al 19 luglio a Washington.  Nei due giorni in Ucraina, l’arcivescovo di Bologna aveva incontrato il presidente Volodymir Zelensky e Dmytro Lubinets, commissario parlamentare ucraino per i diritti umani, e pure i membri del Consiglio delle chiese e delle organizzazioni religiose. Nel programma anche una sosta di preghiera a Bucha, la cittadina a pochi chilometri da Kyiv balzata alla cronaca all’inizio del conflitto per il massacro indiscriminato di civili.

A Mosca, invece, il cardinale Zuppi non aveva incontrato Vladimir Putin ma ha avuto un lungo colloquio con Yuri Ushakov, assistente del presidente della Federazione Russa per gli affari di politica estera, e con Maria Lvova-Belova, commissario presso il Presidente della Federazione Russa per i diritti del bambino. Due occasioni, queste, in cui è stato “sottolineato l’aspetto umanitario dell’iniziativa, nonché l’esigenza di poter pervenire alla tanto desiderata pace”. L’inviato del Papa aveva avuto anche un incontro - definito “fruttuoso” dalla Santa Sede - con Kirill, patriarca di Mosca e di tutta la Rus', al quale “ha trasmesso il saluto del Santo Padre e con il quale si è ugualmente intrattenuto su iniziative umanitarie che possano facilitare una soluzione pacifica”.  

Dal 17 al 19 luglio, giorni della visita a Washington, Zuppi ha avuto prima un colloquio con monsignor Timothy Broglio, presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti, poi con alcuni membri della Commissione sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Helsinki Commission) del Governo degli Stati Uniti, ai quali ha presentato la natura e lo svolgimento della missione affidatagli dal Papa. L’inviato pontificio, accompagnato da una Delegazione, si era poi recato alla Casa Bianca per incontrare il presidente Joe Biden al quale ha consegnato una lettera del Papa. L’incontro era durato oltre un’ora, Biden aveva assicurato la piena disponibilità a sostenere iniziative in ambito umanitario per le persone più fragili, a cominciare dai bambini, in particolare quelli ucraini trasferiti con la forza in Russia, il cui ritorno a casa è tra le priorità di questa missione fortemente voluta da Francesco.

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La missione di pace del cardinale Zuppi
12 settembre 2023, 16:05