Cerca

L'invito alla solidarietà per chi non può permettersi le cure L'invito alla solidarietà per chi non può permettersi le cure 

Raccolta del Farmaco. Il Papa: donare a chi è povero

Torna, da oggi fino al 14 febbraio, l'iniziativa del Banco Farmaceutico a favore dei bisognosi che non hanno possibilità di curarsi e che chiedono aiuto a realtà assistenziali. La rete di farmacie, 5.000 in Italia, si offre per sostenerle: ciascuno può recarsi e donare un medicinale. Nel tweet di Francesco si ricorda che sono 1.800 le strutture caritative che ne usufruiscono

Antonella Palermo - Città del Vaticano

Il Papa dall'account @Pontifex rilancia l'iniziativa del Banco Farmaceutico che da oggi al 14 febbraio, in occasione della 22.ma Giornata di Raccolta del Farmaco, offre la possibilità di donare un farmaco per chi è povero. "I medicinali aiuteranno 1.800 realtà assistenziali e caritative che offrono cure agli indigenti", si ricorda nel tweet. #GRF22

Le farmacie coinvolte sono 5.000

Sono 600.000 le persone che nel 2021 hanno chiesto aiuto alle realtà assistenziali per farsi curare, (163.000 persone in più del 2020, pari al +37%). Nel contesto di un’emergenza - quella che riguarda appunto le persone in condizione di povertà sanitaria - che si protrae da anni e che col Covid si è aggravata, il Banco Farmaceutico torna a dare un contributo per queste realtà che operano gratuitamente: finora è stato possibile coprire il 47,4% del loro fabbisogno. La richiesta al Banco l'anno passato è stata di 980.562 confezioni di medicinali. In 5.000 farmacie italiane sarà possibile acquistare un farmaco da banco per i bisognosi. Nel 2021 sono state raccolte 465.019 confezioni, pari a un valore di 3.640.286 euro. Oltre 17.000 farmacisti (titolari e non) danno il proprio sostegno con erogazioni liberali. Anche quest’anno, la raccolta sarà supportata da più di 14.000 volontari e avrà il patrocinio di AIFA.

La pandemia ha aggravato la povertà sanitaria

"La rete delle farmacie è profondamente integrata nel tessuto sociale del territorio, sia nelle grandi città che nelle aree più interne, ed è particolarmente sensibile alle necessità dei più fragili. La fiducia che ogni giorno ci dimostrano i cittadini è testimonianza del valore sociale dell’impegno quotidianamente svolto dai farmacisti in farmacia in favore della collettività", ha dichiarato Marco Cossolo, presidente di Federfarma Nazionale. "Anche quest’anno ci aspettiamo una grande adesione in un’iniziativa in cui si esprime in maniera concreta l’impegno sociale e la vicinanza dei farmacisti alle persone, soprattutto alle più fragili", dice Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi). "La crisi economica causata dalla pandemia ha accentuato le diseguaglianze di salute. Oggi più che mai - sottolinea -c’è bisogno di un forte slancio di solidarietà per chi è costretto a rinunciare a curarsi, e questa è la migliore occasione per dimostrarlo". 

Daniotti (Banco Farmaceutico): ancora strada da fare per garantire equa accessibilità

Per il presidente del Banco Farmaceutico, Sergio Daniotti, è stata una grande emozione leggere il tweet del Papa, il pensiero è tornato all'udienza del 2020 in Vaticano,"un incontro bellissimo. Sarà un ulteriore grande stimolo a tutti i nostri volontari". Poi si sofferma sul fatto che la pandemia sta portando a trascurare altre patologie: "E' un dato di fatto per tutta la popolazione, ovvio che le conseguenze per i più fragili sono più pesanti. Chi non ha nemmeno la risorsa per comprare un farmaco da banco è veramente in difficoltà".

Ascolta l'intervista con Sergio Daniotti

La pandemia ha anche generato una serie di movimenti no-vax basati sulla logica del complotto anche nei confronti dei colossi della case farmaceutiche. C'è ancora fiducia verso queste aziende? "Dobbiamo essere grati alle case farmaceutiche; se l'aspettativa di vita nei paesi occidentali è alta lo dobbiamo a loro. Certo hanno un problema di immagine - spiega - perché anche sul tema dei vaccini forse era necessaria una concertazione maggiore in modo che il farmaco fosse veramente accessibile a tutti, anche per i Paesi poveri". A questo proposito, Daniotti - che ha alle spalle una esperienza in Africa, nel Burkina Faso - precisa che il progetto Covax non è andato a segno: "E' un tentativo di rispondere a questa necessità. Abbiamo un dovere etico di applicare questo modello anche per altre patologie che però ha una implementazione molto complessa. Non si tratta solo di trasportare i medicinali, ma di attrezzare tutta una rete infrastrutturale in grado di approvvigionare anche i villaggi remoti. La strada da fare è ancora tanta e, come dice il Papa, bisogna investire in questo e non in armi", conclude. 

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

08 febbraio 2022, 12:50