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Tagle: messaggeri di compassione nelle periferie geografiche ed esistenziali

Una panoramica della missione oggi nel mondo è stata offerta alla presentazione in Sala Stampa vaticana della Giornata Missionaria Mondiale che si celebra domenica prossima sul tema “Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”

Debora Donnini - Città del Vaticano

Alla missione come espressione di gratitudine e gioia, che nasce dall’esperienza dell’amore di Dio, sono chiamati tutti i battezzati. Alla presentazione della 95.ma Giornata Missionaria Mondiale, il cardinale Luis Antonio Tagle, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, riprende il Messaggio di Papa Francesco per l’edizione 2021 di questo appuntamento. “Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato” è il titolo della stessa Giornata, che coinvolgerà tutte le diocesi con numerose iniziative, incontri e appuntamenti.

"L'incontro con Dio che ci ha toccato il cuore e che ha compiuto opere meravigliose non possiamo tenerlo per noi”, afferma il porporato, esortando a condividere l’amore “che abbiamo sperimentato” come un dono per gli altri. Il prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli avverte che se non condividiamo la fede, se la teniamo in un piccolo gruppo, diventa affare di un élite e si indebolisce. “I missionari - rimarca - sono ispirati dall'amore di Dio a uscire da sé stessi, dalle loro paure, per raggiungere tutte le nazioni, geografiche ed esistenziali. Per una ragione fondamentale: per la gratitudine”. Bisogna, dunque, diventare messaggeri di compassione. Riferendosi, poi, all'evangelizzazione anche in contesti di antica tradizione cristiana come l'Europa, che vivono tempi di "scristianizzazione", il cardinale afferma che "prima di tutto occorre pregare, perché la fede è dono dello Spirito Santo. Il Vangelo ci insegna ad amare, anche nei piccoli gesti quotidiani e nelle piccole cose".

La testimonianza di Pauline Jaricot

Il Vangelo si trasmette tramite incontri da persona a persona, rimarca, poi, l’arcivescovo Giampietro Dal Toso, presidente delle Pontificie Opere Missionarie (POM) e segretario aggiunto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, mettendo in rilievo anche l’importanza di implementare percorsi di iniziazione cristiana. Nel suo intervento in Sala Stampa vaticana ricorda gli importanti anniversari legati al mondo missionario del 2022: i 400 anni della Congregazione, i 200 dalla fondazione della prima Opera missionaria, l’Opera per la Propagazione della Fede, i 100 anni dalla elevazione a Pontificie di tre delle quattro delle nostre Opere.

“In quel grande contesto celebreremo a Lione il prossimo 22 maggio la beatificazione di Pauline Jaricot, la fondatrice della prima Opera”, sottolinea, soffermandosi sull’esperienza di questa donna francese, nata nel 1799 in una famiglia di ricchi lavoratori della seta, che fin da giovane ha inciso enormemente nella vita della Chiesa. “Una grande missionaria”, tra l’altro straordinariamente moderna.

Pauline Jaricot
Pauline Jaricot

Pauline decide, infatti, di aiutare i missionari spiritualmente con la preghiera e concretamente con raccolte: a 19 anni, nel 1818, dà vita alla raccolta fondi per la missione presso gli operai del padre, una vera e propria rete organizzata in cui i partecipanti si incontrano per donare e scambiarsi notizie delle missioni. Ben presto il sistema si diffonde in tutta la Francia e in Europa, per poi istituzionalizzarsi con la realizzazione dell'Opera della Propagazione della Fede, fondata ufficialmente il 3 maggio 1822. E, poi, ancora dà vita al Rosario vivente, e ad altre opere. Sinteticamente “credo si possa dire che voleva coinvolgere nella missione in terre lontane per evangelizzare nelle terre vicine”, rimarca ancora monsignor Dal Toso. “Il contributo delle Opere, che da questa intuizione hanno avuto origine - afferma - è stato essenziale per la storia delle missioni nel XIX e nel XX secolo, perché hanno coinvolto la base dei fedeli cattolici e li hanno sensibilizzati alla missione”. Non solo nel passato ma anche oggi: nell’anno corrente l’Opera della Propagazione della fede ha sostenuto con un contributo per le spese correnti 893 circoscrizioni ecclesiastiche in territorio di missione e ha investito più di 10 milioni di dollari per la formazione di catechisti.

Le Francescane Ancelle di Maria

Prendendo la parola, suor Alessandra Dalpozzo, madre generale delle Francescane Ancelle di Maria, illustra la storia di questa Congregazione che nacque nel 1744 a Quadalto, Palazzuolo sul Senio, in provincia di Firenze, da tre ragazze: le sorelle Annamaria e Apollonia Tani e Caterina Benelli. Le Francescane Ancelle di Maria allo spirito di contemplazione uniscono quello dell’apostolato: nelle parrocchie, nelle missioni popolari, nell’educazione, nella pastorale giovanile e nell’assistenza ai poveri e agli ammalati. Oggi sono presenti oltre che in Italia, anche in Colombia e in Indonesia. A Timor dal 2010 gestiscono due convitti per dare la possibilità a un centinaio di ragazze di frequentare le scuole superiori. Curano anche la loro crescita umana e spirituale nel momento cruciale dell’adolescenza. Facendo vedere anche alcune foto, suor Dalpozzo racconta anche della costruzione della cappella nel complesso.

In crescita  missionari laici

Offerte in Sala Stampa vaticana anche alcune statistiche che l’Agenzia Fides presenta - tratte dall’ultimo «Annuario Statistico della Chiesa» - relative al 2019 con un confronto con l’anno precedente. Oltre all’aumento del numero dei cattolici nel mondo del 17,7% - crescono in tutti i continenti tranne in Europa - tra i dati anche la crescita di oltre 34 mila unità del numero dei Missionari laici nel mondo che arrivano a essere oltre 410 mila. Il numero totale dei vescovi nel mondo è diminuito di 13 unità, raggiungendo quota 5.364 mentre il numero totale dei sacerdoti nel mondo è aumentato raggiungendo quota 414.336. A segnare una diminuzione consistente ancora una volta è l’Europa (-2.608) cui si aggiungono l’America (-690) e l’Oceania (-69). Gli aumenti si registrano in Africa (+1.649) e in Asia (+1.989).

Forniti anche i dati sull’impegno nel campo dell’istruzione e dell’educazione: la Chiesa gestisce nel mondo 72.667 scuole materne; 98.925 scuole primarie; 49.552 istituti secondari. Inoltre segue 2.395.540 alunni delle scuole superiori e 3.833.012 studenti universitari. Importante anche la presenza con gli istituti di beneficenza e assistenza gestiti nel mondo dalla Chiesa che comprendono, per citare solo alcuni dati, 5.245 ospedali con le presenze maggiori in Africa e in America; 14.963 dispensari, per la maggior parte in Africa e in America. E ancora, lebbrosari, case per anziani e persone con handicap, orfanotrofi e altri.  

Secondo l’ultima variazione registrata, poi, le Circoscrizioni ecclesiastiche dipendenti dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli sono complessivamente 1.117. La maggior parte delle quali si trovano in Africa (517) e in Asia (483). Seguono America (71) ed Oceania (46).

21 ottobre 2021, 14:40