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Il Papa: choc per la scoperta in Canada. No a colonizzazioni ideologiche

Francesco, nei saluti del dopo Angelus ha parlato della scoperta in Canada dei corpi di oltre 200 bambini indigeni nei pressi di una scuola cattolica, invitando a fare luce su quanto accaduto negli anni a cavallo tra la fine del 1800 e quella del 1900

Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano

Una preghiera in silenzio, per quei 215 bambini morti in Canada in una scuola residenziale cattolica per indigeni nella British Columbia. A chiederla è stato Francesco, nelle parole del dopo Angelus, quando ha ricordato la “sconvolgente scoperta dei resti di 215 bambini alunni della Kamloops Indian Residential School”, avvenuta circa due settimane fa. Una notizia scioccante, l’ha definita il Papa, che ha traumatizzato il popolo canadese, al quale Francesco esprime, “così come tutta la chiesa cattolica del Canada, la propria vicinanza, affidando le anime di quei bambini morti e pregando per le famiglie e comunità autoctone canadesi affrante dal dolore”:  (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

La triste scoperta accresce ulteriormente la consapevolezza dei dolori e delle sofferenze del passato. Le autorità politiche e religiose del Canada continuino a collaborare con determinazione per fare luce su quella triste vicenda e impegnarsi umilmente in un cammino di riconciliazione e guarigione. Questi momenti difficili rappresentano un forte richiamo per tutti noi per allontanarci dal modello colonizzatore e anche delle colonizzazioni ideologiche di oggi e camminare fianco a fianco nel dialogo e nel rispetto reciproco e nel riconoscimento dei diritti e dei valori culturali di tutte le figlie e i figli del Canada. 

Una diversità pagata con la vita

La fossa comune è stata scoperta nei pressi della scuola, che faceva parte di una rete creata dal governo, e gestita dalla Chiesa cattolica. La Kamloops Indian Residential School fu attiva da fine ‘800 fino alla fine degli anni ’60, per poi essere chiusa definitivamente nel 1978.  Furono circa 150mila i bambini indigeni separati dalle famiglie e trasferiti in queste scuole, sorte proprio per assimilare i nativi. I bambini, ai quali veniva vietato di parlare la lingua d’origine, venivano spesso abusati e maltrattati, molti pagarono con la vita questa loro diversità.

Il dolore dei vescovi canadesi

In una dichiarazione del 31 maggio scorso, i vescovi canadesi avevano espresso il loro “profondo dolore”, riaffermando il loro impegno verso le comunità aborigene del Paese. Questo drammatico ed orribile episodio si aggiunge a una pagina dolorosa della storia del Paese. La Commissione per la verità e la riconciliazione del Canada ha pubblicato un rapporto sulle scuole residenziali più di cinque anni fa. Il documento di quasi 4.000 pagine descriveva in dettaglio l'abuso dei bambini aborigeni nelle istituzioni, dove almeno 3.200 bambini sono morti a causa di abusi e negligenza. Le indagini, incoraggiate anche dal Papa, proseguiranno con la volontà piena del governo di salvaguardare e identificare i resti.

 

06 giugno 2021, 12:55