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È morto il cardinale Edward Cassidy, una vita al servizio della Santa Sede

Australiano, 96 anni, presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ha anche svolto la propria missione in vari Paesi del mondo, come diplomatico

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Si è snodata tra le nunziature apostoliche in varie regioni del mondo e le vie dell’ecumenismo la missione del cardinale Edward Cassidy. Il porporato si è spento oggi nella città australiana di Newcastle. Nato a Sydney il 5 luglio 1924, ha iniziato a frequentare nel 1943 il Seminario di Santa Colomba a Springwood. Dall'anno successivo, ha frequentato il Collegio di San Patrizio, a Manly, dove ha terminato gli studi. È stato poi ordinato sacerdote il 23 luglio 1949 presso la Cattedrale di Santa Maria. Dal 1950 al 1952, ha prestato servizio come assistente presso la parrocchia di Yenda, nella diocesi di Wagga Wagga. Dal 1952 ha studiato Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, conseguendo la laurea nel 1955. Dal 1953 ha anche frequentato la Pontificia Accademia Ecclesiastica di Piazza della Minerva e, a conclusione del corso, ha conseguito il diploma, entrando successivamente a far parte del servizio diplomatico della Santa Sede. Non è stata ancora fissata la data dei funerali.

La missione diplomatica nel mondo

Il suo primo incarico è stato presso la Internunziatura Apostolica in India (1955-1962). In seguito ha trascorso cinque anni, dal 1962 al 1967, nella Nunziatura Apostolica di Dublino, due anni a El Salvador (1967-1969) e un anno in Argentina. Eletto alla sede titolare arcivescovile di Amanzia il 27 ottobre 1970, e al tempo stesso nominato Pro-Nunzio Apostolico presso la Repubblica di Cina (Taiwan), ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 15 novembre 1970. Nel 1972 gli è stato conferito l'incarico di primo Pro-Nunzio Apostolico nel Bangladesh, Paese che aveva da poco ottenuto l'indipendenza, e di Delegato Apostolico in Birmania. Il 25 marzo 1979 è stato nominato Delegato Apostolico in Sudafrica e Pro-Nunzio Apostolico in Lesotho. Il 23 marzo 1988 è stato nominato Sostituto della Segreteria di Stato per gli Affari Generali. Nel 1989 è stato nominato presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Un incarico questo, che ha ricoperto fino al 3 marzo 2001. È stato creato cardinale nel Concistoro del 28 giugno 1991 da Giovanni Paolo II.

I vescovi australiani: stile amichevole e sguardo fisso su Cristo

Il presidente della Conferenza episcopale australiana, l'arcivescovo Mark Coleridge, ha detto che lo stile amichevole e “con i piedi per terra” del cardinale Cassidy è stato uno dei suoi tratti distintivi durante il suo servizio in Vaticano. Molto apprezzato in tutti i suoi incarichi, ha “brillato”, secondo Coleridge, come presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, mostrando "non solo abilità diplomatica e astuzia politica, ma anche autenticità umana e buon senso". “La sua - ha concluso - era la semplicità di un uomo chiamato a un alto ufficio nella Chiesa ma con lo sguardo fisso su Gesù Cristo". L'arcivescovo di Sydney Anthony Fisher ha reso omaggio online al cardinale Cassidy, dicendo che "ha lasciato una notevole eredità nella nostra Chiesa, specialmente nel campo dell'ecumenismo". "Pochi altri australiani hanno avuto un impatto così profondo sulla Chiesa cattolica internazionale – ha aggiunto Fisher - e sono sicuro che continuerà a ispirare i leader della Chiesa per molti anni a venire", ha detto l'arcivescovo concludendo che il cardinale Cassidy è stato un grande sostegno per lui come giovane vescovo.

10 aprile 2021, 12:00